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Silenzio assordante: Chiesa-Viola, il grande gelo. Ieri prima da ex al Franchi

Federico non ha ancora parlato dal suo addio. Parole dure da Pradè e Commisso

Un silenzio assordante, scrive il Corriere Fiorentino. E che, come aveva raccontato Daniele Pradè, ha ferito nel profondo Rocco Commisso. Perché c’è modo e modo per dirsi addio, e quello scelto da Federico Chiesa non è quello che il presidente si sarebbe aspettato.

«È vero — ha ammesso ieri — la prima cosa che ho fatto l’anno scorso, a Chicago, è stata parlare con Federico. L’ho aspettato davanti al bus. Ora, invece, non ho ricevuto nemmeno una telefonata. Non penso di meritarmelo, perché né io, né mia moglie, o mio figlio, abbiamo mai detto niente di brutto su di lui».

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DISTACCO. Il distacco è stato brusco. Soltanto col gruppo Chiesa ha avuto un saluto normale. Più caldo con quei compagni con i quali aveva stretto un rapporto particolare, più formale con gli altri. Per il resto, il gelo. Le stesse parole di Daniele Pradè, quel riferimento alla Fiorentina vista soltanto come un veicolo per andare altrove, sono state vissute con grande fastidio da parte del babbo, Enrico, che comunque, almeno per il momento, non risponderà.

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DA EX. E Federico? Prova a guardare avanti. Intanto, ieri, ha vissuto una serata paradossale. Non inserito nei 23 schierabili da Roberto Mancini per il match dell’Italia con la Moldova, è entrato per la prima volta al Franchi (accomodandosi in tribuna) da ex.

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