Senza partire già sconfitti, ma con una montagna da scalare. Da Ribery a Cutrone: far punti si può?
Prandelli carica i suoi, la Fiorentina non vuol essere vittima sacrificale. Ma c'è bisogno di un'impresa per uscire indenni da Bergamo
“Affrontiamo una delle squadre più forti, organizzate e fisiche d’Italia. Tatticamente all’avanguardia. Noi partiamo oggi con il pensiero di non essere la vittima sacrificale, di non aver perso prima di giocare. Anche le grandi squadre non sono perfette, hanno un momento della partita in cui possono avere dei problemi.
Noi dovremo essere lì decisi, coraggiosi e sfacciati per metterli in difficoltà". Cesare Prandelli prova così a caricare i suoi alla vigilia di una partita che pare parecchio complicata. Una missione ai limiti dell'impossibile, far punti a Bergamo, per una squadra che di recente ha perso in casa contro il Benevento e ha raggiunto solo al 98' il Genoa sempre al Franchi.
Ma proprio quella rete di Milenkovic a tempo quasi scaduto può aver cambiato la storia di questa squadra. Aver dato la scintilla. REAZIONE. Lo spera Prandelli e con lui tutto l'ambiente Fiorentina. Un gruppo che per valori oggettivi non può valere il 17° posto, ma che con le prestazioni in campo in realtà lo sta meritando pienamente.
Oltre alla scintilla e all'esultanza collettiva di lunedì ("ho detto ai ragazzi che in campo non sono soli, ma giocano per tutte le persone che vogliono loro bene”), contro il Genoa si sono visti sprazzi di gioco (certo, contro una squadra in fortissima difficoltà come quella di Maran), e soprattutto una reazione che ha portato alla prima (mezza) rimonta stagionale.
Basterà per vedere una Fiorentina all'altezza domani a Bergamo? Certo, ci vorrà anche un pomeriggio meno esaltante del solito da parte di Gomez e compagni. Con i contrasti degli ultimi giorni ma anche gli ottavi di Champions in tasca per il secondo anno di fila.
NON NEL MIGLIOR MOMENTO. A Bergamo qualcosa scricchiola, è vero, così come fin qui complicate sono state le partite post-Champions (1 sola vittoria su 4) in campionato. I nerazzurri sono 9° con 14 punti (ma hanno una gara da recuperare con l'Udinese), lo scorso anno i punti dopo le prime 9 partite giocate erano addirittura 20 con ben 28 gol segnati (contro i 18 di quest'anno).
Insomma, non si può dire che sia il miglior momento dell'Atalanta, ma da qui a parlare di crisi forse ce ne passa. Anche perché da ora a febbraio la squadra di Gasperini si potrà concentrare solo sul campionato, con tutti i benefici del caso.
MONTAGNA DA SCALARE. Eppure... la Fiorentina non vuole partire sconfitta. Perché spesso nelle partite contro squadre più forti ci si può perfino esaltare. Anche a livello tattico, aspettare e ripartire, e avere più spazi, può essere più facile per una formazione che fatica a fare gioco.
Anche se non c'è più uno come Chiesa (fondamentale con i suoi 'strappi'). D'altro canto, però, proprio la tenuta fisica, l'aggressività e il pressing tipici dell'Atalanta potrebbero essere letali per una squadra come la Fiorentina in ritardo dal punto di vista di brillantezza e condizione.
Sarà una vera montagna da scalare, in un turno di Serie A che vedrà anche Crotone-Spezia e Torino-Udinese nei piani bassi. FAR PUNTI SI PUO'? Per questo far punti sarebbe fondamentale. Ci sono stati, nonostante tutto, tempi recenti in cui la Fiorentina ha saputo raccogliere prestazioni e risultati importanti contro l'Atalanta.
Lo scorso anno, ad esempio, proprio a Bergamo i viola raccolsero un 2-2 quasi insperato, venendo anche rimontati nel finale dopo essere stati a lungo in vantaggio. Ci fu, in quell'occasione, il primo gol viola e italiano di Ribery.
Uno che non segna da giugno e da 17 partite giocate, e che nelle ultime gare ha anche fatto parecchia fatica ad incidere sul gioco viola. Quasi un paradosso, per un campione che fino a qualche mese fa strabiliava con le sue giocate.
Poi si può tornare all'exploit di Coppa Italia del gennaio scorso: al Franchi il primo centro di Cutrone e l'unico acuto di Lirola fecero vincere la Fiorentina. Certo, era un'Atalanta con diverse riserve nel primo tempo, ma quella Viola seppe raccogliere soddisfazioni in un momento parecchio complicato.
Come quello di adesso. Eppure, tanti giocatori sono ancora qui. E domani saranno in campo. In casa viola si aspettano una reazione decisa. Lecita speranza o utopia? Domani la sentenza.


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