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San Drago: para tutto, 3 volte imbattuto con Iachini. Ma in Coppa tocca a Terracciano

Il portiere viola in serata di grazia contro il Genoa: para il primo rigore a Criscito, si oppone a Pinamonti e anche a Milenkovic.

Per la prima volta in carriera Criscito ha sbagliato un calcio di rigore, quello che gli ha parato Dragowski. Dagli undici metri era sempre stato infallibile il difensore del Genoa, tredici realizzazioni su altrettanti tiri. A trentatré anni compiuti però è stato il polacco a cancellare la sua perfezione sulla battuta, scrive il Corriere Fiorentino.

«Parare un rigore è sempre difficile perché non sai mai dove può andare la palla. Avevo studiato Criscito», ha detto a Sky a fine prime tempo il portiere viola. Una parata determinante: se la Fiorentina fosse passata in svantaggio dopo soli venti minuti il Genoa si sarebbe chiuso e la gara sarebbe stata ancor più faticosa.

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COME UN GOL. È per questo che la parata è stata festeggiata come un gol. Lo stesso Drago, così lo chiamano i compagni di squadra, ha celebrato a lungo l’intuizione di andare giù centrale senza tuffarsi ad un lato. Il pubblico del parterre di tribuna ha dedicato un lungo applauso al portiere.

Gesto ricambiato. Anche i compagni da lontano, a partire da Chiesa, hanno alzato le braccia al cielo per festeggiare. Dragowski ha preso in mano la squadra. Dopo l’esperienza ad Empoli, per buona parte vissuta proprio con Beppe Iachini in panchina, è tornato a Firenze per affermarsi.

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E ci sta riuscendo bene, nonostante sia ancora un giocatore di soli ventidue anni. CON BEPPE. Aver ritrovato l’allenatore che gli aveva dato fiducia in provincia gli ha fatto bene. In quattro partite contro Bologna, Spal, Napoli e Genoa ha preso gol soltanto nella prima occasione.

Una punizione capolavoro di Orsolini. La critica si è divisa nell’analisi delle sue colpe, ma più di un ex portiere lo ha scagionato. Il tiro dell’attaccante era imparabile. In tutto il campionato adesso sono cinque le gare in cui il polacco è riuscito a mantenere la porta inviolata.

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Ora l'Inter in Coppa: secondo le turnazioni scelte da Iachini toccherà a Terracciano giocare, ma rinunciare a un Dragowski così determinante non sarà facile.

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