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Salvate il soldato Duncan: sparito dai radar di Iachini, in certe occasioni sarebbe servito

Dopo la titolarità con il Torino, l'ex centrocampista del Sassuolo ha disputato solo 8 minuti contro la Sampdoria. Non sono stati comunicati problemi fisici, dunque è stata una scelta tecnica

Partiamo da un dato di fatto. Alfred Duncan è sparito dai radar di Beppe Iachini. Solo quattro le partite stagionali, ma un piccolo campanello d’allarme è già suonato. Arrivato lo scorso gennaio dal Sassuolo per circa 15 milioni di euro (forse un filo troppo), sembrava potesse essere un perno della nuova mediana viola.

Invece no. Dentro Amrabat, dentro Bonaventura, dentro anche Borja Valero. La mediana si è infoltita talmente tanto che del ghanese se ne sono perse le tracce.

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BUONA LA PRIMA. Ha giocato titolare la prima contro il Torino. Iachini non aveva né Amrabat né Pulgar da schierare in quella posizione mediana che tanto sta facendo discutere.

Guai a parlare di regista. Non lo faremo. Eppure Duncan contro il Toro non sfigurò. Certo, nessuno gli chiese geometrie alla Pizarro, ma l’ex Sassuolo si disimpegnò bene, giocando anche qualche pallone con qualità. Morale della favola: unica vittoria in stagione e unica partita conclusa senza subire gol.

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Sarà un caso, certo, ma i dati (pochi, per dire la verità) sono dalla sua parte. Con l’Inter non è entrato, con la Samp ha giocato 8 minuti. A Cesena contro lo Spezia non è pervenuto.

CONVINZIONE ERRATA. Fin qui dati e numeri.

Già, perché poi questi dati si prestano ad interpretazioni. L’idea diffusa, ad inizio stagione, era più o meno questa: Duncan di partite ne giocherà tante, Iachini non si priverà facilmente di lui. Alzi la mano chi non l’ha pensato.

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Pure noi, siamo sinceri. Si, perché pensi al coriaceo Iachini e non puoi far a meno di immaginarti il ghanese - unico centrocampista in rosa con certe caratteristiche d’interdizione - fisso in campo. Per caratteristiche ci pareva che i due si sposassero particolarmente bene.

PRIMO SEGNALE.

Invece ci siamo sbagliati, perché pure nel momento del bisogno Iachini non è ricorso al suo centrocampista. Prendiamo la trasferta di Milano. Fiorentina largamente in partita, anche nel punteggio. Bonaventura chiede il cambio: dalla panchina esce Borja Valero.

L’idea era quella di tenere il pallone e di palleggiare, ma i più si sarebbero aspettati una diga in mezzo al campo come Duncan. Conte tira fuori dalla panchina una serie di campioni, piazza Sanchez tra le linee (dove forse poteva galleggiare proprio il ghanese) e vince la partita.

SECONDO SEGNALE.

Stesso copione tattico domenica scorsa a Cesena. Anzi, la Fiorentina era anche più in difficoltà a centrocampo per parte della ripresa, prima del gol del pareggio di Farias. Primo cambio, forzato per l’affaticamento di Pezzella, all 71’.

A centrocampo è stato tolto Bonaventura per Pulgar, quando ormai lo Spezia aveva pareggiato. La domanda è spontanea: lo Iachini dei vecchi tempi non avrebbe inserito ad inizio ripresa un bell’incontrista in mezzo al campo?

CAMBIO DI ROTTA.

Forse si, ma l’impressione è che il tecnico stia provando a cambiare le sue convinzioni. Palleggio a centrocampo, calciatori molto tecnici in mediana e nuova fase tattica che però non sembra stia portando i benefici sperati, anche se è evidente che il calcio europeo stia andando in questa direzione.

La sensazione è che, in un momento di difficoltà, affidarsi alle proprie certezze sia il modo migliore per uscire dai guai. Certo, Duncan non risolverebbe di colpo tutti i problemi della Fiorentina, ma forse non è neanche un calciatore così inutile, come dicono i suoi numeri delle ultime tre partite.

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