Il salto di qualità definitivo è quasi realtà. Il domani è viola. Per l’oggi ci vuole ancora un po’ di pazienza. La fortuna di essere finiti nelle mani di Commisso…
Il progetto del centro sportivo fa pensare che il futuro non possa essere che viola. Con una struttura del genere la Fiorentina farebbe un salto di qualità definitivo
IL FUTURO E’ VIOLA Il progetto per il centro sportivo a Bagno a Ripoli è di quelli che strappano applausi. Per idee, dallo sviluppo sostenibile all’accuratezza dei dettagli anche in tema di rispetto ambientale, passando per i princìpi che ne stanno alla base.
La volontà è chiara: creare una senso di famiglia, un’identità e un senso d’appartenenza forti affinché già da bambini si sviluppi un attaccamento alla maglia che generi un futuro roseo e di valore. Prima squadra, giovanili ed anche donne, riuniti all’interno della stessa struttura è un’idea così normale quanto innovativa.
Il futuro non può che essere viola.
Troppo spesso nel recente passato la Fiorentina è sembrata ai più una tappa di passaggio per poi spiccare il volo verso altri lidi, più remunerativi ed ambiziosi. Con questo progetto Firenze e la Fiorentina si pongono l’obiettivo ambizioso di essere un’eccellenza del calcio.
Italiana, europea, mondiale. Nessuno in Italia dispone e disporrà di una struttura come questa. I benefici saranno plurimi. Dalle strutture mediche all’unione, dai team di lavoro alla possibilità per i giovani (tutti) di apprendere dettagli per crescere dal grande campione che si allena a due passi.
E non come adesso, dove la Primavera si allena a 20 km di distanza da dove lo fa Ribery.
SE TUTTO VA COME DEVE ANDARE Attenzione: quello esposto e presentato oggi è solo un masterplan, un’idea molto dettagliata di come le cose potrebbero essere costruite e realizzate.
Gli ostacoli sono sempre dietro l’angolo. Ma il clima e l’atteggiamento tenuti dalla Fiorentina, dall’architetto Casamonti e dalle istituzioni che questo progetto lo hanno fortemente caldeggiato, è di massima apertura e dialogo con ogni ente che potrebbe porre obiezioni di qualsiasi genere.
Dalla sovrintendenza agli enti storici, passando per quelli ambientali. La voglia di cooperare e collaborare è massima. Non c’è chiusura alcuna. Se tutto va come deve andare entro un anno si potrà iniziare a rendere questa idea realtà, e tra due potrebbe essere inaugurato.
SALTO DI QUALITA’ DEFINITIVO Con una struttura del genere la Fiorentina farebbe dunque un salto di qualità definitivo. Ancor più dello stadio, che porterebbe ricavi. Quello è un altro aspetto della crescita viola, più economico che sportivo.
Perché già oggi, nonostante la Fiorentina continui a giocare nel vecchio e scomodo Franchi, gli spettatori non mancano e si è tornati a vedere il dodicesimo uomo sugli spalti come non accadeva da qualche tempo. Non è del tutto vero che in uno stadio nuovo ci sarebbe più pubblico, e quindi più calore.
E’ sicuramente vero che porterebbe maggiori ricavi. Ma come detto, questo è un alto binario. Il centro sportivo, oltre ad essere il primo bene immobile e di proprietà della Fiorentina da oltre 20 anni a questa parte dopo la sede in piazza Savonarola che non è neanche paragonabile a questo progetto, può dare un input alla crescita sportiva notevole.
UNA FORTUNA CHE NON CAPITA A TUTTI E guardandosi indietro sembra davvero un altro mondo la Fiorentina. Il futuro è roseo, anzi viola. La fortuna di essere capitati nelle mani di Rocco Commisso è un dato di fatto. Da non dimenticare, né sottovalutare.
Dallo sprofondo in cui stava piombando il club viola con la coda della precedente proprietà alle ambizioni con sogni di gloria di questa italoamericana, il tutto in pochi mesi. Bruciando anche le tappe. Il pericolo di finire in mani sbagliate c’era.
Per fortuna, invece, è andata così.
IL PRESENTE RICHIEDE PAZIENZA Poi ci sono errori, disattenzioni, valutazioni col senno di poi sbagliate. Come può esserlo stato confermare il tecnico, come può esserlo stato un acquisto di mercato, o una non cessione.
Il presente richiede un po’ di pazienza. Ma in questo caso occorre guardare oltre l’oggi, e pensare che il domani non può che essere importante. Alle parole, che si sono sprecate in quantità anni addietro, adesso corrispondono i fatti.
E non è poco. E non era scontato. I frutti arriveranno.


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