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Rossi a VI.IT: "Brutto parlare di salvezza con la Fiorentina. Questa squadra deve puntare solo all'Europa"

Giuseppe Rossi parla della nuova Fiorentina di Rocco Commisso, della seconda esperienza di Vincenzo Montella a Firenze e del suo grande rapporto con la tifoseria viola

CLICCA QUI PER LEGGERE LA PRIMA PARTE DELL'INTERVISTA Nonostante la lontananza dall'Italia, Giuseppe Rossirimane molto legato alla Fiorentina. E in esclusiva a LaViola.it parla dei primi mesi della proprietà Commisso, della seconda esperienza di Montella a Firenze e del suo rapporto con i tifosi viola.

Che impressione ti ha fatto l’arrivo di Rocco Commisso? All’inizio ha portato tanta positività ed energia. Adesso vedremo: il primo anno è sempre difficile, di transizione e per capire un po’ come funzionano le cose in Italia.

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Gli servirà per comprendere che bisogna essere più equilibrati nelle emozioni e vedere qual è l’indirizzo giusto per portare avanti questa squadra e dare tante soddisfazioni ai tifosi”.

Già in America lui si è spesso scagliato contro l’MLS e chi gestisce il mondo del calcio.

E anche in Italia si è fatto sentire, lamentandosi dei torti arbitrali. Cosa ne pensi di questo suo approccio? “Il calcio in Italia esiste da oltre un secolo ed è difficile cambiarlo in breve tempo. Bisogna cercare di adattarsi, imparare a parlare e capire dove e come muoversi.

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Come ho detto, questa prima stagione servirà a lui e ai suoi dirigenti per imparare tutto questo. Sicuramente hanno ambizione e voglia di fare bene, e il potere economico per riuscirci. Questo è un fattore molto importante”.

Un allenatore al quale sei molto legato è sicuramente Vincenzo Montella.

È stato un errore secondo te confermarlo al termine della passata stagione e come mai è andata così male la sua seconda esperienza Firenze? “Secondo me era giusto confermarlo. Non mi aspettavo un inizio così, anche se dalle partite che ho visto la squadra giocava bene e rispondeva all’idea che aveva il mister.

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Ho rivisto una squadra che voleva dominare il possesso per cercare soluzioni, un po’ come giocavamo noi in passato con Montella. Purtroppo qualche episodio non è andato a favore del tecnico o della squadra, ma purtroppo quello è il calcio.

Con il cambio in panchina le cose all’inizio sono andate meglio però alcune delle problematiche sono rimaste. Sono stati persi punti in gare più abbordabili e contro le grandi invece la squadra è riuscita a tirare fuori delle ottime prestazioni.

Ci vuole pazienza con gli allenatori, soprattutto quando si cambia tanto. Adesso vediamo innanzitutto di salvarci, e mi dispiace dirlo perché parlare di salvezza con la Fiorentina è veramente riduttivo. Con questa squadra si dovrebbe parlare solo di Europa.

Quindi speriamo di salvarci e poi l’anno prossimo di puntare più in alto”.

C’è qualcuno che ti ha impressionato particolarmente della squadra di quest’anno? “Castrovilli sta facendo veramente bene. Lo conoscevo poco prima di quest’anno ma è arrivato subito in Nazionale, è giovane e può crescere ancora tanto”.

Nel 2019 molte testate giornalistiche, tra le quali LaViola.it, hanno chiesto ai propri lettori e ai tifosi viola di eleggere la miglior squadra dell’ultimo decennio.

Ovviamente tu sei comparso in molte, se non quasi tutte, di queste. Senti ancora forte, a distanza di anni, l’affetto del popolo viola? “Sì, ho seguito la cosa sui siti e sui social. Ovviamente mi ha fatto molto piacere perché negli ultimi anni ci sono stati grandissimi giocatori che hanno vestito questa maglia e con i quali ho anche condiviso il campo.

Con i tifosi viola ho sempre avuto un grande rapporto, mi sono rimasti nel cuore e mi sono sempre stati vicini anche nei momenti difficili. Tutt’ora fanno il tifo per me ed è un cosa stupenda. Anche due giorni fa qui a Salt Lake City ho incontrato un ragazzo di Firenze che mi fa: ‘Sono tifoso viola!

Grazie ancora per i tre gol alla Juventus!’. E mi ha fatto sentire a casa”.

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