Romulo a VI.IT: "Ho la Fiorentina nel cuore. Incubi quando penso a Delio Rossi, Miha come un padre. Chiesa e Castro..."
La nostra intervista in diretta Instagram all'ex centrocampista della Fiorentina, tra aneddoti sul passato e opinioni sul presente gigliato
Romulo, ex giocatore della Fiorentina, oggi è intervenuto in esclusiva in diretta Instagram sul canale di LaViola.it. Queste le sue dichiarazioni: "Mi sto allenando tutti i giorni, mi alleno anche forte perché dobbiamo essere pronti e preparati nel caso in cui il campionato riparta subito.
FIORENTINA DI MIHAJLOVIC. "Ho bellissimi ricordi di Firenze. Mi sono trovato veramente bene, mi hanno accolto in maniera spettacolare, sapete tutti che ho la Fiorentina nel cuore. E' stata la mia prima squadra in Italia, Corvino mi seguiva già da anni e alla fine nel 2011 sono arrivato.
Mihajlovic è stato come un papà per me, a quel tempo facevo fatica con la lingua e coi movimenti tattici della squadra. E' anche grazie a lui che oggi gioco a centrocampo, visto che lui mi vedeva in difficoltà. Nella mia prima partita da titolare, Cerci fece casino durante l'allenamento (lanciò il pallone fuori dallo stadio) e allora Mihajlovic mi disse che avrei giocato col Genoa, grande emozione.
Sinisa è un allenatore duro, perché è il suo carattere. E' un uomo di poche parole, però è una persona molto sincera, mi piace tanto come persona. Si fa rispettare perché è un vero uomo, ma non in modo cattivo. Un peccato che sia stato esonerato, alla lunga sono sicuro che avrebbe potuto fare grandi cose a Firenze".
DELIO ROSSI. "Era una persona proprio strana. Parlavo con Behrami e mi diceva che a Roma non era così. Sembrava un po' matto, ho degli incubi quando penso a lui perché non mi faceva giocare mai e diceva cose che per noi non avevano senso.
Come persona brava, come allenatore spero di non incontrarlo mai più". MONTELLA. "Mio gol col Milan? E' stato il mio primo gol in Serie A ed è stato anche il mio esordio a San Siro. E' stata una bella emozione, però il gol più pesante che ho fatto è il 4-3 con il Torino che ci ha dato la possibilità più avanti di entrare in Europa League.
Gioco di Montella? Non sembrava neanche un allenatore italiano. L'Italia è ben vista per la parte tattica e per la fase difensiva, arriva Montella che è una mentalità completamente diversa: palla a terra, tiki taka. Abbiamo fatto un calcio bellissimo in quella stagione, è un peccato che in quell'anno andavano solo tre squadre in Champions League e siamo arrivati quarti a due punti dal Milan.
Ci siamo proprio divertiti quell'anno. Mi dispiace molto che nell'ultima stagione alla Fiorentina Montella non sia andato bene, lo reputo un grande allenatore". "Giocatore che più mi ha colpito in viola? A me piaceva molto Cuadrado, un giocatore spettacolare.
Ha una velocità incredibile, nell'uno contro uno è imprendibile". NAZIONALE ITALIANA. "Quell'anno abbiamo fatto una bella stagione col Verona, per poco non siamo andati in Europa League. Ricordo che una volta ero squalificato e in tribuna e mi chiamò Prandelli, quando era ct.
Pensavo fosse uno scherzo, le mie gambe tremavano un po'. Ho detto subito sì, per me era proprio un sogno, ma la vedevo come una cosa molto distante, quindi quando mi chiamò mi disse: 'Voglio sapere se per te sarà solo una questione professionistica oppure sarà un onore'.
I miei occhi brillavano, gli ho risposto che per me era un sogno e che avrei dato il massimo per onorare la maglia e la convocazione". L'INFORTUNIO. "Ho pianto tantissimo, per due anni non ho giocato a pallone e ho fatto 5-6 interventi, oltre a dover rifiutare all'inizio del calvario la chiamata della Nazionale per i troppi dolori.
Dico la verità: la sto aspettando anche oggi quella convocazione in Nazionale. Pensato al ritiro? Certo che avevo brutti pensieri, ma dall'altra parte non volevo mollare e ci ho sempre creduto, lottando ogni giorno contro i miei dolori.
Grazie a Dio è passato, oggi sto benissimo". RUOLO PREFERITO. "Ho giocato anche in porta in un Inter-Verona a San Siro. Il mio ruolo preferito è il centrocampista, o mezzala destra oppure anche mediano a due. Il mio secondo ruolo preferito è il quinto di centrocampo a destra".
ALLENATORE PREFERITO. "Montella, Mandorlini, Allegri, Juric, Inzaghi, sono tutti bravi allenatori. SULLA FIORENTINA ATTUALE. "Ci sono tanti giocatori giovani e italiani, come Chiesa e Castrovilli. Secondo me saranno i giocatori più forti in Italia nei prossimi anni, o almeno me lo auguro.
La Fiorentina adesso sta affrontando un periodo di ricostruzione, con Commisso che conosce bene questo sport. E' molto simpatico, sembra un ragazzino anche se ha una certa età. Spero possa ricevere tutto quello che sta seminando: vuole fare lo stadio, sta facendo il centro sportivo, ha portato Ribery a Firenze che non era facile.
Vuole far tornare la Fiorentina a essere tra le più forti d'Italia". TALENTI AZZURRI. "Chiesa, Castrovilli, Zaniolo e Tonali sono il futuro della Nazionale". SU TONALI. "E' un giocatore fortissimo, non sembra sia così giovane perché ha una maturità incredibile.
Il Brescia ha un vivaio molto interessante. Tonali ha una personalità forte, tecnica impressionante e sa leggere in anticipo le situazioni di gioco". EPISODI DA SPOGLIATOIO. "Io 'chioccia' per i più giovani? E' una cosa che arriva naturalmente con il passare degli anni.
Quando arrivi a una certa età è normale che i più giovani ti guardino. La cosa più importante è dare l'esempio come professionista. Sono contro quelli che parlano tanto, è molto meglio dare l'esempio". "Un episodio in cui mi sono arrabbiato?
Io sono un tipo molto tranquillo, cerco di stare nel mio spazio per non disturbare nessuno e di sorridere sempre per portare entusiasmo. Quando non sei in giornata e qualcuno ti fa un'entrata in quei 20 secondi perdi la testa e litighi con qualcuno, ma dopo passa tutto.
Ogni tanto litigavo un po' con Pizarro, ma eravamo molto amici quindi è anche un po' normale, ma durava 10 secondi poi passava tutto". SU PEDRO. "Secondo me aveva bisogno di più tempo, però bisogna anche capire cosa voleva il calciatore.
Quando arrivi qui che in Brasile eri conosciuto, in Italia non ti conosce nessuno e devi imparare lingua e tattica non è facile. Perciò, anche lui dovrebbe avere un po' più di pazienza perché è un giocatore fortissimo". SULLA CONCLUSIONE O MENO DEL CAMPIONATO.
"Noi siamo in una zona un po' più delicata rispetto al resto d'Italia. Qui in Lombardia la situazione è molto più complicata, anche solo per allenarsi. Bisognerà capire cosa diranno le autorità nazionali, noi facciamo un altro mestiere.
Una cosa è certa: tutti noi vogliamo giocare quando avremo la sicurezza per farlo, nessuno vuole rischiare niente perché è una cosa seria". FUTURO. "Non mi vedo da altre parti in Europa, mi piace l'Italia, sono ormai qui da 10 anni e mi piace vivere qui.
Se dovessi cambiare aria andrei in Brasile, più che altro per la famiglia, ma in Italia sto benissimo. Ritorno a Firenze? Chiunque tornerebbe a Firenze: è una città spettacolare, una squadra bellissima con tifosi caldi. Non ho mai mangiato così tanto in vita mia come ho mangiato a Firenze".
DOPO IL CALCIO. "Ho già fatto il corso per fare l'allenatore. Appena smetterò prenderò il patentino Uefa-A e poi Uefa-pro per diventare un allenatore di calcio di alto livello, sarebbe il mio sogno. Mi vedo un allenatore tipo Conte, uno che martellerà tutti i giorni i suoi giocatori per ottenere il massimo e l'unica cosa che conterà sarà vincere".



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