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Ritmo-mediocrità: Pioli, media in stile Sinisa e Delio Rossi. Niente crescita, viola involuti. E gli errori sul mercato...

E' la 3° peggior Fiorentina dell'Era Della Valle: soliti errori da un anno e mezzo. Acquisti deludenti, ma a rischiare è anche Pioli.

Il pesante 0-3 contro la Juve ha aperto la crisi in casa Fiorentina. Settima partita di fila senza vittoria, ultimo acuto il 30 settembre contro l'Atalanta. Da allora, in due mesi, 5 punti per altrettanti pareggi, e due ko. Quattro i gol fatti, l'attacco non incide da ancora prima (22 settembre, gol di Pjaca e Chiesa contro la Spal).

Mancanza di punti e gioco, tanti (tantissimi) errori sotto porta, un'aria positiva che è andata scemando fino ad avere l'umore sotto i tacchi. Qualcosa certamente di non usuale per una squadra piena di giovani, ragazzi e ragazzini, che dovrebbe voler spaccare il mondo.

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E dovrebbe aver la voglia di sorprendere tutti, di sovvertire qualsiasi pronostico. GIOVANI INVOLUTI. Invece niente, anche contro la Juve dieci minuti iniziali sia nel primo che nel secondo tempo, poi il furore agonistico si è stoppato lasciando spazio ai diversi errori.

Davanti, dietro e a metà campo. La squadra che ad inizio stagione sembrava competitiva per poter lottare all'Europa si sta incartando su se stessa, gli acquisti che dovevano fare la differenza stanno invece limitando i compagni (Pjaca, Gerson, Mirallas, Edimilson ecc.), i 'giovani rampanti' che erano in crescita dalla passata stagione sono in pericolosa regressione (Simeone su tutti).

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LE CRITICHE A PIOLI. Sul banco degli imputati mano a mano è finito Stefano Pioli, per il non-gioco della Fiorentina e per la poca capacità di saper cambiare (inizialmente o in corsa) e di dare una sterzata nel momento difficile.

Anche dalla società sembra che stiano partendo riflessioni particolari (pare soprattutto in relazione al doppio ingresso in campo di Thereau, al posto di Vlahovic), dopo il primo anno abbondante di ottimi rapporti tra campo e mercato, tra gestione e crescita generale.

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Dopo aver apprezzato ed elogiato la serietà della persona dopo anni di 'frecciatine' e 'omelette'. Difficile, comunque, pensare adesso ad un esonero (neanche Sousa fu cacciato), a meno di un protrarsi di risultati fortemente negativi o di episodi particolari che possano far saltare il banco.

Anche perché, in ogni caso, non è che ci siano grandi alternative in giro (Donadoni – che non esalta – e poco altro). GLI ERRORI SUL MERCATO E LA LINEA DEI DELLA VALLE. La verità, comunque, è che le responsabilità non sono certo tutte dell'allenatore.

Perché se contro la Juve crei 10-11 occasioni da gol (non tutte nitide, ma alcune veramente importanti) e Simeone, Benassi o gli altri mandano il pallone centrale o fuori, non può essere colpa del tecnico. Perché se Pjaca e Gerson dovevano dare quel qualcosa in più e fare la differenza, e non hanno praticamente mai inciso, la responsabilità è anche di chi ha portato in viola giocatori che fin qui non hanno reso.

Così come, a monte, c'è la scelta della proprietà di un 'mercato creativo' e di autogestione: quando devi operare a zero euro (tra entrate e uscite) o quasi, e rientrare in un certo (limitato) monte ingaggi, insomma, ci sta di sbagliare.

Anche se, in fin dei conti, in due anni sono stati spesi circa 100 milioni per allestire questa rosa (al netto di incassi che sono stati una trentina di milioni in più). CINQUE GIORNATE PER REAGIRE. Questioni che allargano il raggio della discussione, mentre comunque ci sono cinque partite da giocare da qui a fine 2018.

Il Sassuolo in trasferta, l'Empoli in casa, il Milan a San Siro, il Parma al Franchi e il Genoa a Marassi. Cinque partite, quindici punti in palio. La Fiorentina è ora 11° (con l'Atalanta) a -2 dal 7° posto ma con 4 squadre (più i nerazzurri) da superare.

Negli ultimi due mesi solo Bologna, Chievo e Genoa hanno raccolto meno punti (i viola hanno conquistato 5 dei 21 punti a disposizione). Dipende, insomma, molto dai viola la chiusura dell'anno solare: "Sono convinto che il 2018, dopo un anno un po’ tempestoso, vedrà un arcobaleno dove il viola sarà il colore predominante”, aveva 'profetizzato' Cognigni un anno fa di questi tempi.

Le cose sono andate poi diversamente. Serve, ora, una reazione:"Dimostriamo a tutti che professionisti siamo", ha detto Pioli dopo la Juve. Reagire nella testa e magari cambiare qualcosa a livello tattico, anche se da un anno e mezzo i problemi della Fiorentina sono i soliti: poco gioco, poca qualità, tanti errori di mira in attacco.

Dall''anno' di transizione' all'anno dell'obiettivo Europa, le cose paiono cambiate poco. Nonostante l'ottimismo di molti negli ultimi mesi. LA 3° PEGGIOR FIORENTINA DEI DELLA VALLE. E il ritmo-mediocrità è confermato dai numeri stagionali.

18 punti in 14 partite, media da 1,28 punti a partita, che a fine anno darebbero una proiezione 48/49 punti: altro che Europa. Non solo: l'anno scorso dopo 14 partite i punti erano gli stessi (18), e anche considerando le stesse avversarie affrontate (in casa e in trasferta) i viola hanno raccolto appena un punto in più dell'anno scorso.

Crescita, insomma, non c'è stata. Non accadeva dal finire del 2009/2010 (e del ciclo Prandelli) che i viola restassero 7 partite senza vittorie (non era avvenuto nemmeno con Mihajlovic e Delio Rossi). E a livello di punti la Fiorentina attuale ha appena 1 punto in più di quella di Mihajlovic-Delio Rossi del 2011/2012, e 2 punti in più di quella di Sinisa l'anno prima, che avevano rispettivamente 17 e 16 punti dopo 14 giornate di campionato.

Insomma, è la 3° peggior Fiorentina (insieme alla Viola dello scorso anno) dell'Era Della Valle. Perfino nell'anno del ritorno in A, 2004/2005, alla 14° la Fiorentina aveva un punto in più (19). Poco meglio nel 2° anno di Sousa (2016/2017) e nell'ultimo di Montella (2014/2015), in cui i viola avevano 20 pt in 14 giornate.

AL BIVIO. Domenica lo scontro diretto con il Sassuolo,avanti di due punti rispetto ai viola. Si aspettano cambiamenti da Pioli, ma soprattutto dall'atteggiamento e dalla grinta dei giocatori. La squadra è ferita, la vittoria manca, così come i gol.

Tutti sotto discussione, dall'allenatore ai giocatori. I tifosi sono tornati a contestare la proprietà, e stavolta non ci sono stati neanche i fischi discordanti ai contestatori. Serve un segnale dall'alto, serve la reazione di chi va in campo.

Per non vivere ufficialmente un'altra stagione di rincorsa all'illusione Europa.

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