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E ripartenza sia. Per la Fiorentina ricomincia l’operazione futuro. Con un occhio al presente da rendere subito ‘tranquillo’

Per la Fiorentina ricomincia l’operazione futuro. Con un occhio al presente da rendere subito ‘tranquillo’. In diversi si giocano tutto

Alla fine il calcio ripartirà. Comunque la si veda, a livello ideologico, sociologico o filosofico, le istituzioni del pallone e quelle politiche si sono trovate d’accordo per far ripartire un mondo che ormai è un’industria. Piaccia o meno.

E’ la realtà dei fatti. E ignorarla, o combatterla, ha poco senso. Per i club la notizia è ottima. Così come per i tribunali che non si vedranno presi d’assalto da ricorsi vari per decisioni a tavolino che non ci saranno. Anche se al momento, la guerra con Sky, ha già visto i primi faldoni e le prime cause partire.

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Ma questa è un’altra storia. Che appartiene, appunto, al nuovo corso del pallone. Ma ripartenza doveva essere, e ripartenza sarà. E così sia. INCOGNITE. Di variabili ce ne sono e ce ne saranno una valanga alla ripartenza. La Fiorentina, ad esempio, è tra i club che ha registrato il maggior numero di calciatori colpiti dal covid.

Ormai un ricordo, perché tutti stanno bene e si allenano, chi a ritmi già elevati, chi con prospettive di poterlo fare a breve. Gli orari anomali, il caldo, il rischio infortuni, gli spalti vuoti, i viaggi continui, la raffica di gare concentrate in poche settimane, e avversari con valori imprevedibili, nel bene e nel male renderanno il finale di campionato totalmente falsato.

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Ma questo varrà per tutti. E chi ci arriverà messo meglio, atleticamente e psicologicamente, potrà avere dei vantaggi. MARTELLO. E non è un caso se Beppe Iachini non ha mai smesso di ‘martellare’ i propri calciatori e di pensare a come portare la Fiorentina ad una salvezza tranquilla con vista sui quartieri medio-alti della classifica per il presente, e per dimostrare di poter essere ancora il tecnico di una Fiorentina che dall’anno prossimo si presenterà ai nastri di partenza del campionato con ambizioni europee.

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DENTRO O FUORI. Tra meno di un mese ci sarà il Brescia sul cammino dei viola. E quella sarà già una gara da dentro o fuori per la Fiorentina. Con tre punti potrebbe già essere ipotecato il discorso salvezza, con un passo falso potrebbero dover essere rimandati eventuali pensieri di tranquillità.

Con un Ribery in più, e un assetto tattico probabilmente nuovo, Iachini può pensare positivo. Perché il francese, che il tecnico viola non ha mai avuto a disposizione, può fare la differenza. E in un tridente con Chiesa e Vlahovic può tornare a dipingere calcio.

OGGI, PER DOMANI. Ma come detto, le partite di Iachini sono più di dodici, che mette in calendario il tour de force. Perché il tecnico viola si gioca il futuro. La pressione non può spaventare, tuttavia, uno abituato a combattere come un leone in campo, conoscendo i propri limiti ma dando tutto per avere la meglio e guadagnarsi la pagnotta.

Stesso atteggiamento avuto da quando ha dismesso gli scarpini e indossato cappello e giacca da allenatore. E adesso vuole conquistarsi la conferma. La fiducia l’ha già incassata. Perché Commisso, Barone e Pradè hanno sempre elogiato il lavoro del mister viola prima del coronavirus.

Tuttavia, con questo finale di stagione, dovrà dimostrare di avere qualità superiori rispetto a quelle che ha sempre mostrato. Perché il domani viola sarà diverso dall’oggi. Intanto si riparte dallo ieri, con una classifica pericolante e la voglia di poter davvero essere l’uomo giusto arrivato a Firenze nel momento giusto.

E conquistarsi questa possibilità sul campo sarà per Iachini uno stimolo in più. E come lui lo dovranno fare in diversi, sul campo, tra gli stessi calciatori. Sono in molti, infatti, ad essere in bilico e chiamati al dentro o fuori in questo tour de force.

Cutrone su tutti. E ripartenza sia, insomma, con tutti i pro e i contro del caso.

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