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Rinvio a lunedì o all'11 marzo: il no della Fiorentina

La società viola si è imposta per non rimandare la gara di ieri nei prossimi giorni. Si giocherà il 13 maggio: sarà la 3° trasferta di fila.

Volo, notte a Udine in ritiro, la passeggiata in centro e ritorno subito a Firenze. La magra consolazione, inedita rispetto al passato, di veder accolte le richieste che escludevano il rinvio a lunedì o all’11 marzo, data presa in considerazione come alternativa al 13 maggio, scrive il Corriere Fiorentino.

PRESSIONI. Le pressioni sul governo a rivedere la scelta di non aprire gli stadi ai tifosi, che ancora venerdì sera filtravano da parte della Juventus e dalla regione Friuli Venezia Giulia che con il suo governatore Massimiliano Fedriga aveva chiesto di non giocare al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, hanno aperto una breccia divenuta operativa nelle prime ore del mattino, quando una già ridotta comitiva viola era ancora in albergo (nelle disposizioni iniziali era prevista anche la riduzione dello staff tecnico).
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CALENDARIO. Iachini ha concesso al gruppo una passeggiata in città mentre Joe Barone e Daniele Pradè restavano in contatto con il club friulano con il quale non ci sono stati contrasti nel valutare i diversi scenari. Né l’ipotesi del rinvio a domani, né quella di rimandare all’11 marzo tra la gara col Brescia e la trasferta di Roma con la Lazio, ha comunque convinto la società, decisa nel voler attendere maggio quando comunque saranno tre le trasferte consecutive: 3 maggio a San Siro con l’Inter, 10 maggio a Roma con i giallorossi e il 13 a Udine.

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