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Ribery, rientro graduale. E senza rischi. Col Brescia può partire in panchina

Franck è recuperato, ma manca ancora l'ultimo step. Nessuno vuole rischiare per un giocatore rimasto fuori per 7 mesi

Franck Ribery sarà gestito con grande attenzione. Viene da un lungo stop - l’ultima gara giocata è stata quella del 30 novembre scorso con il Lecce - e, al di là della straordinaria forza di volontà, sarà anche lo staff medico a dire l’ultima parola circa un suo impiego contro il Brescia.

Di lui, nelle scorse ore, ha parlato anche Giancarlo Antognoni, il club manager: «Ogni tanto, quando va a contrasto con un compagno un po’ sente ancora dolore - ha detto intervenendo al Salotto dello Sport -. Cerca di evitarli, sappiamo che non è più un ragazzino, anche i compagni provano a fare attenzione.

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Sicuramente deciderà Iachini se farlo giocare o meno, ma stanno tutti bene». Il tecnico viola, dal canto suo, non pare più di tanto preoccupato, anche se deciderà all’ultimo circa il suo impiego, scrive La Nazione. PRUDENZA. Fisicamente Ribery sta bene.

Da settimane ha aumentato i carichi di lavoro e anche la durata delle sedute: è abituato ad arrivare al centro sportivo con un paio d’ore d’anticipo rispetto alla convocazione del tecnico, mettendosi subito in movimento, in particolare con la cyclette.

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A Franck, adesso, manca solo l’ultimo step. I prossimi saranno i giorni delle valutazioni più attente. L’idea è comunque quella di convocarlo, magari lasciandolo, all’inizio, in panchina, e chiamandolo a subentrare, esattamente come accaduto in avvio di stagione.

Le cinque sostituzioni permetteranno un margine di manovra maggiore, dovrà essere bravo Iachini ad individuare i tempi giusti.

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