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Ribery lavora a casa per stupire ancora. Ritmi elevati per tornare al top

Il campione francese è rientrato in Italia l'8 maggio, ma nonostante sia negativo ai tamponi aspetta una deroga per tornare in campo

Lavoro a domicilio per farsi trovare già al top della condizione non appena raggiungerà il gruppo, ma anche un po’ di sana leggerezza.

Franck Ribery, attraverso i social, ha spalancato le porte del proprio mondo: basta sfogliare le sue storie Instagram per studiare da vicino la fenomenologia di un campione, scrive Il Corriere dello Sport - Stadio. Di fatto, lui, non si è fermato mai.

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In Germania, oltre alle schede recapitate quasi ogni giorno dallo staff tecnico-sanitario della Fiorentina (decisivo si è rivelato pure il lavoro in acqua, nella piscina di casa), si è allenato persino con un preparatore atletico di fiducia, senza tralasciare i palleggi col piccolo Seif, suo figlio (che gioca nelle giovanili della Fiorentina).

Ha terminato la fase di recupero funzionale post intervento, ha già messo sufficiente benzina nelle gambe ed ora aspetta solo di ritrovare la sua metà, il pallone.

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COME IBRA. L’ultimo match giocato è stato contro il Lecce, il 30 novembre scorso, 169 giorni fa: ora vuole solo scrivere una nuova pagina di storia, colorata di viola.

Di fronte ci sono - se davvero sarà sancita la ripresa - 12 gare da giocare, poco più di un terzo della stagione: può fare ancora la differenza, sogna di farla ad ogni costo. Nonostante i due tamponi negativi, il primo fatto in Baviera ed il secondo non appena rientrato in Italia, Ribery deve fare i conti con qualche altro giorno di auto-isolamento: non è ancora arrivato il via libera da parte dell’ufficio igiene della Regione Toscana per il rientro in campo (seppur in via volontaria e individuale) e fino a quel momento si rispetteranno le normative.

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Con la speranza, magari nelle prossime ore, di ricevere la tanto attesa comunicazione capace di accorciare i tempi in vista della ripresa collettiva (come accaduto con Ibrahimovic, uscito dalla quarantena dopo 68 ore in solitaria a Milanello).

LAVORO. Il countdown, l’esterno ex Bayern, lo ha già fatto scattare. Al centro sportivo, lui, c’è stato solo una volta, una settimana fa, con un permesso speciale ottenuto subito dopo la comprovata negatività al virus, giusto per le visite mediche.

Ora punta a tornare a lavorarci, finalmente con cadenza quotidiana. Simone Michelassi, uno dei fisioterapisti del club di Commisso, ne sta curando tutti i dettagli. Palla medica, elastici, corsa, circuiti, cuscini propriocettivi: è con questi attrezzi che il campione si sta preparando a tornare “Re”.

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