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Ribery incanta San Siro. Poi esce e sulla Fiorentina cala il buio

Il francese tra i migliori in campo nella Fiorentina. Le sue giocate incantano e risultano decisive

Tutti ai suoi piedi. I compagni, trascinati dalla personalità e dalla straordinaria magia che esce dai suoi piedi, a ogni pallone toccate. E gli avversari, incapaci di arginare la fantasia delle sue giocate. E di evitare brutte figure ogni volta che venivano puntati.

Bentornati nel favoloso mondo di Franck Ribery, un lusso - forse - non solo per la Fiorentina, ma per tutto il campionato italiano. Lo scrive La Gazzetta dello Sport. Ribery è rientrato con la solita classe e consapevolezza. Con la voglia di un bambino alla prima grande occasione nella scala del calcio, rimasta sfortunatamente ancora una volta (quasi) vuota.

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Peccato, perché uno spettacolo così lo avrebbero apprezzato anche i tifosi dell’Inter. Perché davanti ai campioni si fischia per paura ma poi si applaude per la gentilezza con cui sanno ospitarti nel loro mondo incantato. Ribery ha messo piede in ogni azione offensiva: dribbling, tunnel, cambi di gioco, verticalizzazioni a premiare il movimento del compagno e a punire l’esitazione della difesa avversaria, colpita più volte e incapace di trovare un accorgimento tattico.

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Franck trascina i suoi al vantaggio e alla clamorosa rimonta, con il doppio assist straordinario con cui prima manda in rete Castrovilli (2-2) e poi spalanca a Chiesa l’autostrada per il 2-3. E ci sarebbe anche il suggerimento sprecato da Vlahovic prima della sostituzione, col calo fisico e la voglia di coprirsi che suggeriscono a Iachini il cambio.

E gli effetti sono devastanti per la Fiorentina, che spegne l’interruttore e non trova più il riferimento, il capitano in grado di traghettare in porto la nave. Che barcolla e poi affonda, sotto i colpi di Lukaku e D’Ambrosio.

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Con un Ribery così sarebbe più facile guardare con ottimismo al futuro

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