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RIBERY: "Felice di essere qui, voglio aiutare la Fiorentina a stare in alto. Chiesa è forte, gli darò consigli"

Dalla sala stampa 'Manuela Righini' dello stadio Artemio Franchi, le parole di presentazione della stella francese. Insieme a Ribery, anche Daniele Pradè e Joe Barone

Ecco la conferenza stampa di presentazione del nuovo attaccante esterno della Fiorentina, Franck Ribery, che ha preso la parola della sala stampa 'Manuela Righini' dello Stadio Artemio Franchi: Ore 17:40 - Inizia la conferenza con qualche minuto di ritardo.

Prendono la parola Joe Barone e Daniele Pradè. Parla così il consigliere delegato della Fiorentina Joe Barone nel presentare Ribery: “E’ una giornata importante e bellissima questa, oggi sono anche più contento di essere accanto a un giocatore che nella sua vita ha solamente vinto, e tanto.

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Voglio ringraziare Commisso, che ci permette di avere questa opportunità. Non vogliamo deludere i tifosi. Vogliamo fare le cose per bene. Con il tempo, e con la pazienza". Le parole di Daniele Pradè: "Grazie a Rocco Commisso, senza di lui questa operazione sarebbe stata impensabile.

Parte tutto intorno al 20 di giugno quando mi sentii con Luca Toni. Lui mi chiese cosa volevo fare, io gli dissi che volevo riportare entusiasmo a questa città, che era depressa. Lui mi disse: "Prendi Ribery, ha una voglia matta, vuole vincere ancora".

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Gli dissi che secondo me era impossibile. Tramite un amico comune riesco a sentire Franck. Era il 25 di giugno, da lì è nato tutto. Trasmette i valori del campione, è impossibile non innamorarsi di lui. Perché Ribery? E' per tutto il movimento, si porta dietro la vittoria, il carisma, l'essere vincente.

Ci dà entusiasmo ed identità. Trasmetterà il suo carisma a tutti i nostri giovani". Le prime parole di Franck Ribery: "Buonasera a tutti. Voglio ringraziare il mio agente, la dirigenza, il presidente. Sono molto felice di essere qui, ho visto tanta motivazione e fiducia nel volermi qui.

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Mia moglie è stata importante in questa scelta, per me la famiglia è fondamentale". E' uno stimolo giocare nel campionato di Ronaldo? Siete i due più vincenti... "Sono venuto a giocare in Serie A, è un grande campionato. Non sono qui per fare concorrenza a Ronaldo, per me è importante aiutare la mia squadra".

Perché scegliere Firenze? Può giocare come Totti fino a 40 anni? "Il calcio è la mia vita, ho un amore veramente forte per il calcio ed è per questo che sono voluto rimanere in Europa. Ho tanto rispetto per Totti, spero anche io di giocare fino a 40 anni.

L'infortunio di gennaio? Quando l'allenatore mi ha chiamato sono sempre stato pronto, poi probabilmente si è voluto far giocare di più i giovani". Cosa può dare a Firenze? "Sono motivato, ho sempre fame di giocare. Spero di essere ancora decisivo in campo, oltre aiutare i giovani a crescere.

Spero di aiutare la squadra ad arrivare fra le prime cinque o anche le prime tre squadre, anche se ci sono tanti club competitivi". Cosa pensa della Serie A? "Bel campionato, ci sono grandi giocatori, c'è una cultura speciale in Italia, la gente vive per il calcio.

Voglio divertirmi in campo, il campionato italiano è conosciuto da tutti. Ci sono squadre che lottano per vincere la Champions. L'Inter ha fatto un bel mercato, come la Juventus". Sulle tante persone ad accoglierla all'aeroporto...

"Ieri è stato speciale, mi ha ricordato Marsiglia. La gente vive per il calcio, stasera allo stadio sarà anche più emozionante. Questo mi spinge a dare tutto per i tifosi e per lottare per questa maglia". C'è stata l'idea di tornare in Francia?

Ha parlato con Toni ed anche con Frey? "Volevo venire in Italia, anche se ci sono stati contatti con club francesi. Qui si mangia anche molto bene... Toni? Ci sentiamo spesso, per me è un fratello. Frey? Mi ha spiegato un po' di cose, mi ha detto che qui per divertirò".

Su Chiesa: "Quando ho parlato con Daniele e con Joe mi hanno parlato di Chiesa. E' forte, veloce, fa tanti dribbling. Mi piacciono i giovani giocatori così, quando si possono aiutare per me è un piacere. Chiesa è uno di questi, può imparare tante cose".

Beckenbauer disse che lei era il biglietto della lotteria vincente per il Bayern... "Ha avuto ragione, l'ha capito subito. Lo ammiro tanto, penso anche qui di essere un biglietto vincente della lotteria, anche se non mi hanno pagato niente...

(ride, ndr). La partita con Ovrebo? Me la ricordo bene quella partita, avemmo la fortuna di passare il turno ma furono partite molto combattute". Come si diventa Ribery? "Oggi i giovani sono diversi, io penso a quando giocavo con Zidane, Makelele, Thuram, Vieira, Trezeguet e tanti altri e cercavo sempre di imparare da loro.

Io voglio trasmettere quello che mi hanno trasmesso loro. Oggi molti giovani pensano di essere star dopo due partite in prima squadra. Io ho sempre lavorato duro per arrivare a questo livello". Pronto per il Napoli? "No, non lo sono.

Sono contento perché ho fatto allenamento con la squadra oggi. Mi sono allenato da solo in questa estate, ma quando ti alleni con la squadra è diverso. Adesso sono contento, sono libero di testa: ho bisogno ancora di un po' di tempo, forse una settimana, forse cinque giorni, forse due settimane.

Se domani il mister mi vuole con la squadra io però ci sono, ma non sono pronto. Però se c'è bisogno di giocare anche cinque minuti o due minuti, non c'è problema". Che gruppo ha trovato: "Ho trovato un gruppo bellissimo. Tutti loro sono contenti per il mio arrivo, tutta la squadra mi ha mandato un video sul mio telefono tre giorni fa e con mia moglie abbiamo deciso di venire qui.

Il gruppo è tranquillo, c'è una bella atmosfera. Sono contento di lavorare qui, tutte le persone sono fantastiche". Che uomo è oggi Franck Ribery, dopo l'incidente che ne ha segnato l'infanzia? "E' vero che fin da giovane ho avuto difficoltà per dove sono nato.

Sono una persona con principi e valori. Non dimentico da dove vengo: sono una persona seria, dritta, rispettosa. L'incidente che ho subìto ha creato il mio carattere, ma ho un grande cuore. Se posso aiutare la gente lo faccio volentieri, ho fatto tante cose con la mia famiglia che nessuno sa.

Siamo gente semplice, sono un uomo semplice". Sul passato della Fiorentina: "Ci sono stati tanti giocatori forti qui, la Fiorentina ha sempre avuto grandi ambizioni. Il club e la città vivono per il calcio, c'è voglia di crescere proprio per questo passato.

Siamo tutti felici, spero di riuscire nel mio intento, perché questa squadra ha una grande storia". Conclude la conferenza stampa Joe Barone: "Abbiamo fatto una lista di giocatori con Daniele. Nella lista c'era il nome di Franck.

Ho letto Ribery, e ho detto a Daniele: “Ma davvero? Ribery?”. Come ha detto lui, è il nostro biglietto della lotteria. Ringrazio tutta la famiglia Ribery, perché oggi tanti altri giocatori cominciano a guardare alla Fiorentina.

Oggi portiamo un calciatore di livello internazionale, al pari della città di Firenze. Stiamo lavorando, dico solo questo". L'ultima domanda per Daniele Pradè: "All'inizio non ci credevo, l'ho sempre presa come una cosa in più.

Mi sembrava di chiamarlo come fra amici, non ci credevo potesse diventare una trattativa reale. E' stata una cosa enorme poterlo fare. Con i procuratori è stata una battaglia infernale. Abbiamo chiuso alle 2 di notte, con un si, che non era nemmeno un si, non sapevamo se prendesse l'aereo o no il giorno dopo.

La moglie è stata il punto focale, per questo la ringrazio tanto. Ho puntato forte su di lei... (ride, ndr...).

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