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Ribery e Callejon, i veterani che non danno la scossa. Tra condizione e spunti persi

Franck e Josè dovrebbero fare la differenza, ma anche ieri con il Genoa non hanno creato quasi niente. Serve di più

Dovevano essere il valore aggiunto, la classe miscelata all’esperienza per aiutare il gruppo a scalare la classifica. E invece di Ribery e Callejon non c’è stata traccia nemmeno contro il Genoa. Poco brillanti, confusionari e mai davvero dentro il gioco.

La cosa migliore la fa Callejon, a metà secondo tempo, con un cross che Bonaventura spreca malamente. Poco, decisamente poco per due giocatori di questo calibro. Prandelli li ha schierati intorno a Vlahovic, per servirlo e renderlo prolifico.

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Ma alla fine è proprio il serbo il migliore dei tre, pur non avendo potuto contare nemmeno su un buon pallone giocabile arrivato da loro. Così scrive il Corriere Fiorentino.

BUIO. Il momento buio di Ribery è ormai senza sosta, quel fuoriclasse pimpante che ha strappato applausi in tutti gli stadi di Italia oggi è solo un ricordo.

Fa anche un certo effetto osservarlo, quando viene sostituito, dirigersi pacificamente verso la panchina. Lo scorso campionato fecero scalpore un paio di reazioni dopo che Montella lo aveva cambiato. Iachini, accorto e navigato, concordava con lui quando farlo uscire per non irritarlo e coccolarlo.

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Prandelli invece lo ha richiamato a sé nel momento migliore della squadra e, come nelle ultime gare, Franck è uscito a testa bassa senza accennare la minima polemica. Evidentemente è consapevole del periodo complesso che sta vivendo.

Non è un caso che in estate abbia vissuto giorni tormentati che lo avevano spinto anche a riflettere sull’ipotesi ritiro dal calcio. Ma poi ha desistito. Ribery appare anche in condizioni fisiche non eccellenti, cosa che è emersa chiaramente quando ha tentato di saltare gli avversari senza poter puntare sullo smalto dei giorni migliori.

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JOSE' A RILENTO. Non è iniziata meglio l’avventura di Callejon a Firenze. Si è aggregato alla Fiorentina soltanto nelle battute finali del mercato, si è allenato da solo per oltre un mese ed è arrivato indietro di condizione.

Come se non bastasse ha anche contratto il Coronavirus. Senza Mertens e Insigne, lo spagnolo non ha trovato in Ribery un prezioso alleato.

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