Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Repubblica - Dialogo, doppie sedute e preparazione dura: il ritiro ‘vecchio stile’ di Grosso

Grosso sta sviluppando la parte atletica in vista dell'amichevole di mercoledì contro il Gubbio e la partenza per l'Inghilterra 

Come riportato da La Repubblica, la prima settimana del ritiro si è caratterizzata da doppie sedute tutti i giorni, tanta parte atletica, tanto pallone al pomeriggio, l’intensità giusta nonostante il caldo e la voglia di inaugurare il nuovo corso con il sorriso giusto.  Grosso ha iniziato a inculcare nel gruppo il suo credo calcistico, fatto di tanto dialogo ma anche di concetti ben chiari, precisi ed evidenti. A colpire è stata la presenza del tecnico in ogni esercitazione tecnico tattica. Con un immancabile cappellino viola e sotto il sole - gli allenamenti si sono quasi sempre disputati alle 17:30 - Grosso ha lavorato sulla costruzione dal basso, sui movimenti dei centrocampisti, su come condurre il possesso scandendone le varie fasi. La frase, detta sabato ma ripetuta più volte "con i piedi si gioca a calcio, con la testa si vincono le partite", al gruppo è il manifesto perfetto di quello che il tecnico chiede: leggerezza, qualità, ma tanta mentalità nel capire i vari momenti e le varie fasi della partita. 

sponsored

E se i diversi possessi palla servivano per unire teoria e pratica, dando comunque un'intensità diversa e maggiore rispetto al ritiro di un anno fa con Pioli - poi scontato in una prima fase di campionato disastrosa - da un punto di vista prettamente tattico la prima settimana rimane sub iudice. O comunque non giudicabile del tutto per l'assenza di veri esterni di ruolo che rendessero il 4-3-3 nella testa del tecnico ben definito lineare. In quella zona di campo Grosso ha alzato i terzini, Dodo, Jimenez e Fortini, ha adattato qualche Primavera, ha provato a rilanciare Gudmundsson, ma nulla di definitivo o di indicativo in vista delle partite ufficiali.

sponsored

Diverso invece il lavoro in difesa e a centrocampo dove, nel gioco delle coppie, si è passati da Dragusin e Ranieri insieme al centro della retroguardia a una linea con tutti i nuovi, il rumeno e Viery, oppure in regia, dove si sono alternati Fagioli, Ndour e Mandragora. Sicuro, nella sua collocazione di mezzala sinistra, Atta che ha già fatto intravedere ottimi colpi sia in termini di gol che di assist, in crescendo Kean, che dopo alcune sedute individuali è poi progressivamente rientrato in gruppo, con uno spirito diverso. Moise si è visto spesso scherzare con i compagni e ha dato la sensazione di aver cancellato le scorie dell'ultimo anno, infortunio alla tibia in primis. E qui entra in gioco l'aspetto mentale: la stagione tribolata appena trascorsa sembra un lontano ricordo, i sorrisi e la voglia di rivalsa dei giocatori la dimostrazione perfetta di un nuovo corso alimentato anche dai nuovi acquisti e da una rivoluzione. 

sponsored
Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento