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Ramadani-Della Valle, Commisso sapeva. Ma ora con Milenkovic e Vlahovic...

La reazione dallo staff di Rocco: "Questo non significa che Ramadani potrà chiederci soldi, lui sa che non potrà farlo. Siamo una nuova società, con metodi diversi"

La Repubblica analizza la reazione da New York di Commisso all'articolo del New York Times. In un lungo articolo scritto da un reporter con base a Londra, Tarik Panja, emerge un accordo sottoscritto tra Fali Ramadani e la Fiorentina dei Della Valle, in base al quale l’agente avrebbe ottenuto carta bianca per vendere cinque giocatori della Viola, tra cui Dusan Vlahovic, Nikola Milenkovic e Tofol Montiel, senza che la società avesse fissato un prezzo minimo.

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In più sarebbe stata aggiunta una clausola insolita: se Ramadani avesse trovato un acquirente, e la Fiorentina non avesse dato via libera all’operazione, il club si sarebbe impegnato a pagare ugualmente una commissione come risarcimento per il lavoro svolto.

ACCORDO. «Questo accordo - spiega al Times, Roy Vermeer, del dipartimento legale di FifPro, il sindacato mondiale dei giocatori - sembra garantire un pagamento all’agenzia non importa se l’affare vada a buon fine. Difficile capire perché un club decida di accettare un accordo come questo».

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La firma all’accordo non sarebbe quella di Ramadani o del socio, Nicola Damjanac, fondatori dell’agenzia Lian Sports, ma di Pedro Pereira, scouter portoghese che ha lavorato in passato con la Fiorentina. L’ex direttore sportivo, Pantaleo Corvino, ha risposto al New York Times per whatsapp dicendo che «tutto è stato fatto nell’interesse della Fiorentina», più o meno le parole utilizzate dall’ex presidente, Mario Cognigni, che ha aggiunto come «tutto fosse nei libri della società».

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COMMISSO SAPEVA.

Questa frase chiama in causa la nuova proprietà: Commisso ne era conoscenza? La risposta che arriva dal suo staff personale prima è stata vaga («L’acquisto della Fiorentina venne fatto in tempi velocissimi, i legali e i loro assistenti hanno controllato tutti i contratti dei giocatori, erano migliaia di pagine»), poi, nel corso di una seconda telefonata, è più chiara: non sono stati colti di sorpresa.

«Non sarà comunque un problema nostro», tagliano corto. I Della Valle, attraverso un comunicato, hanno spiegato che «tutti gli accordi presi sono stati resi disponibili alla nuova proprietà». Dunque, Commisso sapeva.

MILENKOVIC E VLAHOVIC.

«Ma questo – aggiungono da New York – non implica che Ramadani potrà chiederci soldi, lui sa che non potrà farlo. Siamo una nuova società, con metodi diversi». Con l’agente gli americani dicono di avere un «buon rapporto ma non esclusivo».

Però Vlahovic e Milenkovic sono molto richiesti, e Ramadani sta cercando di piazzarli. Il secondo potrebbe essere ceduto. A quale prezzo? E se Commisso dovesse dire no, sarebbe obbligato a pagare una "penale"? Da New York lo escludono, anche se, in termini legali, il vincolo ci sarebbe.

Gli italoamericani, in ogni caso, non appaiono turbati. «Il passato non torna», dicono da New York

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