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Rabbia Dusan, apatia Patrick, ‘confusione’ Kouame. E quel ‘siamo giovani’ in attacco che però non può bastare. Altra lotta a tre col Bologna

Davanti le cose continuano a non funzionare per la Fiorentina. Da Vlahovic a Cutrone passando per Kouame. I gol delle punte scarseggiano

Chi di rabbia e di prepotenza, Vlahovic, chi in maniera un po’ confusionaria, Kouame, chi col solito limite di non essere finito nella partita giusta per le proprie caratteristiche, Cutrone. Minimo comune denominatore: nessun gol, contro la Roma.

Ma non è la prima volta che accade. CONFUSIONE CHRISTIAN. Kouame, tuttavia, il gol lo avrebbe forse anche fatto se sulla strada di quel tiro non avesse trovato Ghezzal a respingergli involontariamente la conclusione. Movimenti da punta, ok.

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Profondità anche così come la sensazione di mettere sempre in apprensione la difesa avversaria quando ha il pallone tra i piedi. Velocità top. Senso del gol pure (colpo di testa col Cagliari e gol al Toro la riprova). Ma che sia ancora poco lucido, soprattutto in fase di scelta della soluzione migliore, è fin troppo evidente.

Quei contropiedi a San Siro così come in alcune ripartenze all’Olimpico sprecati ne sono la testimonianza. E dopo mesi di inattività ed un lungo infortunio sarebbe stato strano il contrario. RABBIA DUSAN, APATIA PATRICK. Dopo cinque panchine di fila, e meno di 40’ giocati in tutto, cheVlahovic fosse pieno di rabbia era altrettanto evidente.

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E lo ha dimostrato sul campo. Con i limiti di sempre, tuttavia, sprecando un paio di buone occasioni, peccando anche di egoismo, ma prendendosi il corner da cui era nato il gol del pari di Milenkovic. Cutrone, invece, è stato il solito Cutrone.

Ovvero quello che quando la squadra non produce occasioni non vede quasi mai il pallone. Fame ok, movimenti da punta, ma senza rifornimenti  non lo si nota mai in campo. IN DUE GARE. A Milano occasioni per la Fiorentina erano arrivate solo con un paio di contropiedi, sprecati malamente da Lirola o Kouame,  e con un colpo di testa di Pezzella.

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A Roma ha segnato Milenkovic di testa. E le punte, di occasioni, non ne hanno praticamente mai avute se non quella di Kouame nel primo tempo e un paio di giocate di Vlahovic. Passo indietro, nelle ultime due gare, dunque, per la Fiorentina dal punto di vista della manovra offensiva.

Perché dopo i gol di Lecce, col Toro, con Hellas e Sassuolo, arrivati su azione, è tornato evidente il solito limite del bomber davanti. COL BOLOGNA. E ora arriva al Franchi il Bologna. Solito enigma: chi davanti dei tre? E col medesimo problema di sempre: chi la butta dentro?

Nel frattempo Iachini non ha cambiato registro: “siamo molto giovani là davanti, e paghiamo questo”. Il refrain è sempre il medesimo. Che aveva inaugurato Montella a inizio stagione, quando in rosa aveva Pedro e Boateng, ma non Cutrone e Kouame.

Ma cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non è cambiato. E in ottica futura questo aspetto dovrà essere tenuto di conto. Per fare un campionato da zone medio alte della classifica, come è nelle ambizioni di Commisso e della dirigenza viola, avere chi la butti dentro non può di certo essere un elemento di secondo piano.

Laddove i limiti siano degli interpreti a disposizione di Iachini e/o delle idee tattiche offensive di Iachini stesso spetterà alla dirigenza stabilirlo. Ma su questo aspetto serve un’importante e netta virata.

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