Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Quel salto di qualità nel nome di Davide Astori

Come riporta il Qs-La Nazione, liberi di credere o meno che questa sia solo una storia di calcio. Noi ci leggiamo tanto altro, dalla elaborazione di un lutto alla ripresa della vita di tutti i giorni dopo uno choc fulminante.

Ogni giorno che i giocatori arrivano al campo «sentono» la presenza di Astori. Lo vedono con gli occhi del cuore: ogni giorno al Campo di Marte si celebra un rito pagano dedicato al Capitano che non c’è più. Cos’è scattato nella mente e nel cuore dei viola?

sponsored

Una molla semplice e misteriosa, che ha smosso le coscienze e fortificato i muscoli. Da squadra fragile e con moderata autostima, la Fiorentina si è ritrovata squadra di uomini uniti, pronti a dare anche di più delle loro possibilità tecniche e umane.

E’ come se l’assenza avesse riempito cuore, testa e polmoni di un gruppo di ragazzi che si stavano abituando a un campionato anonimo.

sponsored

Difficile spiegare altrimenti la rinascita di un giocatore di livello superiore come Saponara, che stava disperdendo il suo grande talento in una selva di dubbi, ansie e paure di non farcela.

Proprio lui, più fragile di altri, che non a caso Astori aveva preso sotto la sua ala protettiva. Prendiamo Sportiello, portiere di livello che si era un po’ perso negli ultimi mesi. Insicuro, impaurito, quando ha parlato del suo amico e compagno di giochi (è stato con lui fino alla notte della tragedia) aveva una voce diversa, di chi non teme più nulla.

sponsored

E si vede sul campo. Freddo, sempre tempestivo, sicuro di sé, persino sfrontato.

Prendete Pioli, allenatore arrivato a Firenze in cerca di riscatto dopo la mezza catastrofe dell’Inter. Non ha passato un’estate facile: gli acquisti faticavano ad arrivare, c’era da ricostruire la casa Fiorentina dalle fondamenta.

L’inizio è stato balbettante, e anche dopo non c’era molto da sorridere. Pioli è stato capace di guidare un gruppo di calciatori nella più terribile avventura che potesse loro capitare. E’ stato ed è un capo, ha l’autorevolezza per esserlo, anche se gli manca tanto la voce di Davide in campo.

Questa Fiorentina, così diversa rispetto a quella di febbraio, ricorda a tutti noi che c’è sempre un modo per sorridere dopo un dolore.

Che un seme da proteggere e far germogliare (parole di Pioli) può dare senso persino alla vita, figuratevi a un campionato di calcio. Questo per dirvi che la Fiorentina ha fatto un regalo ai suoi tifosi, facendo passare una Pasqua serena a molti.

Ci voleva, dopo tante lacrime.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento