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Quel bisogno di ripartire pedalando tutti nella stessa direzione. Ora tocca alla squadra

Da settimane il clima attorno alla Fiorentina si era fatto pesante. Prandelli riparte da qui: dare unità all'ambiente e pedalare nella stessa direzione

Da settimane, ormai, il clima attorno alla Fiorentina si era fatto pesante. In campo, con prestazioni tra il deludente e l’imbarazzante, e fuori, col continuo voler trovare alibi o concetti a difesa del proprio lavoro come il “Sepe è stato il migliore in campo” a Parma di Iachini, e il “abbiamo fatto una grande prestazione” del suo vice col Padova (squadra di Serie C) che non reggevano più dinanzi al non gioco di questa squadra.

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CAPRO ESPIATOROIO. Ci sono dei limiti, oggettivi, in questa rosa. Ed anche in alcuni meccanismi e ingranaggi decisionali in società. Ma la Fiorentina non può essere quella vista ultimamente. La scollatura, nonostante i tanti messaggi di stima e affetto per Iachini che stanno piovendo sui social dai calciatori viola, era ormai fin troppo evidente.

Dalla sera di Fiorentina-Samp tutto è cambiato. Non si è visto, di fatto, più niente se non tanta noia. E soprattutto nessun passo in avanti che trasformasse in pratica quel grande lavoro che veniva proclamato a parole. Iachini, ormai da settimane, trasmetteva paura e tanta confusione.

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E non solo per colpa sua. Con l’avvicendamento in panchina, adesso, tocca alla squadra dare risposte. Fatto fuori il classico capro espiatorio, adesso tocca alla squadra. VALORI E UNITA’. Le voci che si sono rincorse negli ultimi mesi, sulle quali il ds viola Daniele Pradè ha voluto gettare acqua sul fuoco, avevano contribuito ad alimentare un clima di delegittimazione in Iachini.

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L’unione, in realtà di medio cabotaggio come è la Fiorentina, è tutto. E da qui riparte Cesare Prandelli. Non sarà la panacea di tutti i mali, ma è già qualcosa. Un cambio di rotta, ormai, era inevitabile. Riparte dall’entusiasmo di chi si gioca una grande opportunità: quella di rilanciarsi dopo anni bui.

Dai valori sani dell’uomo, che con questa città ha un legame particolare e saldo, e dalle competenze tecniche di chi ha già ben chiaro dove e come intervenire per risollevare le sorti di una squadra che, nell’ottica di chi l’ha costruita ma anche di molti addetti ai lavori esterni, non è del tutto da buttare.

Anzi. Con Iachini, ormai è assodato, la Fiorentina sarebbe rimasta questa. Con Prandelli Commisso e Pradè si giocano la carta del rilancio: adesso toccherà anche ai calciatori stessi dare risposte sul campo. PEDALARE NELLA STESSA DIREZIONE.

Quel bisogno di pedalare nella stessa direzione, di unità, e di fare quadrato attorno alla realtà viola è ciò da cui riparte Prandelli. La decisione, infatti, mette d’accordo tutti: chi non poteva più vedere Iachini e il suo gioco, nella critica e nel tifo, chi aveva bisogno di nuovi stimoli e nuovi input tecnico-tattici nello spogliatoio, e chi in società, per quanto ne dica Pradè, aveva palesato differenti vedute.

Si volta pagina, insomma. La voglia di ripartire tutti uniti, guardando nella stessa direzione, potrebbe fare la differenza.

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