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Quattro ottimi giovani, più di mezza squadra da rifare. E Simeone è un caso

Sul Corriere dello Sport - Stadio si fa il punto sulle indicazioni dagli Stati Uniti: buone impressioni da Vlahovic, Ranieri, Castrovilli e Sottil.

Sessanta minuti di piccole buone sensazioni e un grande dubbio: la Fiorentina è indietro sul mercato in modo pericoloso?

La partita con l’Arsenal non ha sciolto i dubbi. La partita ha fatto capire che ci sono quattro giovani su cui puntare, ma confermato l’assenza di almeno sei innesti veri per affrontare, da protagonisti, un campionato che comincia tra un mese.

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Dusan Vlahovic è la prima cosa bella: a 19 anni, schierato titolare, l’attaccante serbo ha giocato bene le sue carte. Ha sfiorato il gol in apertura e chiusura di primo tempo, lottato contro difensori muscolari, dato profondità alla manovra.

Gli manca un gol, ma su di lui la Fiorentina comincia a crederci. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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CHOLITO. Vlahovic ha scalzato Giovanni Simeone, relegato a un ruolo di secondo piano, entrato nel finale di partita ma in tempo per sbagliare l’ennesimo gol davanti al portiere.

L’argentino, sorridente all’intervallo nonostante l’esclusione, non sta dando i segnali attesi: reduce da una stagione disastrosa, involuto in area, non ha quella voglia di divorare l’erba annunciata dal ds Daniele Pradè. Simeone sta divorando solo se stesso.

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Se la Fiorentina dovesse scegliere tra lui e Vlahovic, a ora non avrebbe dubbi, ma servono offerte solide per l’argentino. Finora sono arrivate proposte tra i 6 e gli 8 milioni, troppo basse. Le sue prestazioni estive non aiutano.

IN LANCIO. Chi ha voglia di emergere è Gaetano Castrovilli, anche ieri bravo nonostante di fronte ci fosse una squadra di talenti, forti anche fisicamente. Luca Ranieri, in difesa, si è confermato molto generoso. Riccardo Sottil, sulla fascia, ha spesso puntato l’avversario, ma ha pagato nell’altra metà del campo.

Per il resto, a parte Saponara bravo con i piedi ma troppo lento per reggere il ritmo nella trequarti avversaria, forse da provare in un ruolo più arretrato, alla Aquilani, si è visto poco.

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