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Punte viola: 7 gol in 20 partite da giugno. Basteranno cambi di modulo e di atteggiamento per renderle produttive?

Tra Vlahovic, Cutrone e Kouame, i tre attaccanti che si sono alternati da giugno in poi, una media complessiva di una rete ogni tre gare. Prandelli cerca la svolta

Sos attacco. Anzi, sos attaccanti. La Fiorentina cerca disperatamente i gol delle sue punte ormai da anni. In fin dei conti dai tempi di Sousa e Kalinic. Neanche Simeone con i suoi 14 gol in Serie A nel 2017/2018 aveva tolto ogni perplessità, sia per la scarsa continuità del Cholito, sia perché l'argentino non è poi riuscito a ripetersi l'anno successivo.

Tra Pioli, il Montella-bis e Iachini, insomma, nessuno è riuscito a risolvere il problema del gol. Senza avere, senz'altro, fenomeni là davanti, ma senza riuscire comunque a costruire un impianto di gioco fluido che potesse creare troppe occasioni per le punte.

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I TEMPI D'ORO. Il ritorno di Prandelli, è inevitabile, fa tornare alla mente anche i tempi d'oro degli attaccanti degli ultimi quindici anni viola. Su tutte la strepitosa stagione di Luca Toni con la Scarpa d'Oro del 2006 (con 31 gol in A), ma anche la fantastica accoppiata con Mutu e l'ottima vena realizzativa di Adrian (65 reti in 4 anni con Prandelli, due volte capocannoniere viola in campionato), il biennio da 44 gol di Gilardino con il tecnico di Orzinuovi.

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Sarebbe senz'altro ingeneroso pensare che i vari Vlahovic, Cutrone e Kouame possano raggiungere subito quei livelli, per tutte le difficoltà del caso e per le evidenti differenze tra i giovani ed acerbi attaccanti viola e i 'fenomeni del gol' che Prandelli seppe sfruttare tra il 2005 e il 2010.

7 GOL IN 20 GARE... IN TRE. Di sicuro, però, la speranza che il nuovo tecnico possa dare una scossa alle 'assopite' punte viola. Tutte di ottime potenzialità, si, ma apparse involute negli ultimi mesi e incapaci di emergere in un gioco che comunque poco valorizzava il calcio offensivo.

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Nelle 8 partite di questa stagione, solo 2 gol sono arrivati dagli attaccanti: quello di Kouame contro l'Inter e quello di Vlahovic contro la Samp. Seconda e terza giornata (peraltro due sconfitte). Fine. Mentre Cutrone, che ha avuto anche molto meno spazio, ancora aspetta il primo centro stagionale.

Un 'letargo' complessivo che va avanti da tempo: dal post lockdown di marzo, quando anche l'ivoriano è entrato man mano nelle rotazioni, sono state appena 7 le reti in 20 partite tra Vlahovic, Cutrone e Kouame. Una media da attaccante discreto, divisa però in tre giocatori.

Nel finale della scorsa stagione 4 gol di Patrick (che hanno contribuito e non poco alla rincorsa salvezza) e un centro di Kouame, più le due reti già citate nell'avvio di quest'anno del serbo e dell'ivoriano. 'IN LETARGO'. Vlahovic, nel frattempo, è parsa la 'brutta copia' dell'attaccante che un anno fa di questi tempi segnava i suoi primi due gol in A a Cagliari, promettendo di 'spaccare il mondo' con la sua forza e la voglia di imporsi in viola.

Nervoso, a volte meno determinato del dovuto e poco lucido davanti. Cutrone, invece, era arrivato per risolvere i problemi a gennaio, ma è ancora in discussione con un riscatto che potrebbe non arrivare se continuerà a non avere grossi spazi.

E non ha certo sfruttato a pieno le chance avute fin qui. Mentre Kouame ha dimostrato di non essere una prima punta, e infatti Prandelli – che già lo ha allenato al Genoa – studia per ritagliargli un ruolo da esterno. CURA PRANDELLI.

Basteranno i cambi di modulo e di atteggiamento tattico in campo per ridare vita al gioco offensivo della Fiorentina? Un mese e mezzo per capirlo, prima di poter porre eventualmente qualche correttivo sul mercato. Piatek e Milik restano due nomi che, per un verso o per un altro, possono tornare d'attualità a gennaio.

Prandelli, intanto, proverà a valorizzare le sue giovani punte. A partire dal Benevento, quando Cutrone, Vlahovic e compagni si troveranno di fronte la peggior difesa del campionato (20 gol presi in 7 gare).

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