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Pulgar, il fulcro del gioco... che non c'è. E Badelj aspetta una nuova chance

Il cileno anche ieri è incappato in un'altra prova negativa: ultimi due mesi in picchiata di rendimento. E il croato potrebbe avere un'occasione nelle prossime gare.

“Per caratteristiche sono due ragazzi che occupano la stessa posizione di campo". Così Iachini si pronunciò su Erick Pulgar e Milan Badelj dopo i primi giorni di lavoro in viola, risolvendo poi il dualismo in mezzo al campo in favore del cileno.

Pulgar ha giocato da 'regista' sia a Bologna, sia contro la Spal. Con Badelj per due volte di fila in panchina. Un ritorno nel suo ruolo 'preferito', per l'ex rossoblu, ma le prestazioni dell'ultimo periodo sono state in picchiata.

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RENDIMENTO CROLLATO. Raffica di 5 in pagella ieri, così come al Dall'Ara. Ma anche contro Roma, Inter, Torino e Lecce era stato ben al di sotto della sufficienza, mentre a Cagliari era risultato disastroso così come i compagni. Grandi difficoltà in mezzo al campo per la Fiorentina in particolare negli ultimi 2-3 mesi, con Pulgar che ci ha messo del suo inanellando una serie di prove negative.

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Le ultime prove sufficienti, dando uno sguardo anche alle medie voto di quotidiani e tifosi, risalgono ad ottobre, ovvero alle gare contro Brescia e Lazio. Da quando, cioè, tutto il mondo viola è poi crollato. PARTENZA BUONA.

E pensare che Pulgar era partito bene. Un cecchino dal dischetto (3 su 3 contro Napoli, Genoa e Milan), una bella dose di 'garra' e piede caldo sulle palle inattive (due assist per Milenkovic e diverse occasioni create). Nonostante giocasse da mezz'ala, nella 'convivenza forzata' con Badelj, il cileno non è praticamente mai sceso sotto la sufficienza nelle prime 10 gare di campionato (a parte la prova non esaltante, come tutti, contro il Genoa).

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Poi anche lui è stato inglobato nell'involuzione generale. Poca qualità, meno precisione negli interventi, poco contributo ad un gioco che mano a mano è venuto meno. GRAN FATICA. Con Montella ma anche con Iachini, Pulgar è andato in calando.

Nonostante Beppe lo abbia riportato al centro. Ieri dal suo piede è partito sì il pallone che Pezzella ha mandato in rete, ma per 95' la Fiorentina ha fatto grandissima fatica nel proporre gioco e il primo responsabile risulta chiaramente chi è al centro dello stesso.

Non è proprio un regista puro per caratteristiche, il cileno, ma sono state poche le occasioni in cui si è fatto vedere per ricevere palla e impostare l'azione. Con un paio di errori grossolani emersi in maniera evidente. Appena 56 palloni toccati nella sua partita, il dato più alto tra i centrocampisti viola: numeri che fanno capire tutte le difficoltà della Fiorentina ieri nel costruire gioco, se si pensa che Missiroli dall'altra parte ha giocato 70 palloni, Murgia 63, Valoti 57.

E la Spal alla fine ha chiuso con il 57% di possesso palla: in casa contro l'ultima in classifica, non una bella figura. Tanto che il Franchi, prima del gol da tre punti di Pezzella, aveva iniziato a far sentire il proprio disappunto per una prestazione globalmente molto negativa.

Quattordici gli interventi invece di Pulgar in fase difensiva: con 11,9 km percorsi è stato il giocatore ad aver corso di più. Ma, appunto, con poca (pochissima) qualità. Con la Fiorentina che ha fatto grande fatica a mettere in fila tre passaggi.

Adesso in programma ci sono la sfida con l'Atalanta (mercoledì in Coppa) e la trasferta di Napoli: Iachini è intenzionato a dare continuità all'ossatura attuale, ma è chiaro che con tre partite in sette giorni qualche cambio sia necessario.

Si potrà rivedere anche Badelj, ad esempio, in mezzo al campo? Lo stesso croato ha giocato un girone di andata molto negativo, con la sola prova di San Siro contro il Milan tra i picchi in positivo. Ma in una Fiorentina che fa una gran fatica a fare gioco, difficile pensare che il croato non possa essere in grado di giocare neanche uno spezzone di partita.

Dopo che era stato inamovibile per mesi. A fine 2019 il vice-capitano viola era apparso anche in condizione fisica precaria, Iachini sta provando a recuperarlo anche in questo senso. Chissà che tra Atalanta e Napoli non possa toccare di nuovo a lui.

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