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Pruzzo: “Jovic e Cabral? Aspettiamo la riconferma, ma la Conference può essere il loro livello”

Le dichiarazioni dell’ex attaccante viola sul momento della squadra di Italiano

L’ex attaccante della Fiorentina, Roberto Pruzzo ha parlato a Lady Radio: “Le doppiette di Jovic e Cabral? Passare dal poco o niente al tanto porta con sé qualche segnale, qualche coincidenza e un pizzico di fortuna. Prendiamola per quello che è, con delle prestazioni importanti di questi due giocatori.

Sono giocate che certificano però le qualità di Jovic e Cabral, anche se alla lunga queste qualità non stanno collimando con quello che si è visto giovedì. L’alternanza disturba? Non c’è dubbio anche perché il ruolo dell’attaccante è diverso da tutti gli altri.

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Gli attaccanti hanno bisogno della continuità. Può essere che questa competizione sia di livello molto basso, non escludo che questo torneo sia il livello di Jovic. È una coppa che devi giocare una volta, vincerla e poi non giocarla più.

L’atteggiamento di Jovic inganna i tifosi perché sembra che non gli importi niente, ma non credo sia così. Al Real Madrid non ha mai giocato, va visto anche l’aspetto psicologico”. CLASSIFICA. “Una vittoria con l’Empoli permetterebbe di accorciare su Bologna e Torino che non sono superiori.

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Ci sono 3 campionati in uno. Il Verona ha ricominciato a lottare, poi ci sono 4 club che lottano per il quarto posto e altre che aspettano solo la fine”. GONZALEZ. “La squadra ha più fiducia quando c’è lui e gli avversari concedono più spazio anche agli altri.

Potrebbe fare molto di più, perde un sacco di energie nervose perché si arrabbia, sbatte contro il muro metaforicamente”. EMPOLI. “Il presidente conosce il calcio, sa come muoversi, valorizza e vende. È una piazza particolare perché ti permette di aspettare i giocatori.

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Luperto e Caputo sono giocatori necessari per far crescere i giovani”. AMRABAT. “Spero si sia messo alle spalle le questioni di mercato e le pretese di avere la bacchetta magica per fare il regista. Se lo capisce è un valore aggiunto”.

RANIERI. “Lui e Venuti ti danno l’idea di dare tutto, anche se hanno dei limiti. Sono importanti per lo spogliatoio. È un giocatore che sa stare al suo posto, anche perché era stato ad un passo dalla cessione”.


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