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I pro e i contro di Beppe Iachini sulla panchina della Fiorentina

Il neo allenatore della Fiorentina conosce la piazza ed è uno specialista delle salvezze in corsa. Ma le pressioni di Firenze sono un'altra cosa

La scelta della società per il sostituto di Vincenzo Montella alla fine è caduto sul nome più rimbalzato sin dalle prime ore, Beppe Iachini. Il profilo dell'ex calciatore della Fiorentina (QUI LA NOSTRA SCHEDA) ha diviso la piazza, generando perlopiù malcontento tra i tifosi.

Quale sarà il suo impatto a Firenze? È lui il tecnico adatto per tirare fuori la Fiorentina dalla crisi di risultati? Ecco le ragioni per le quali Iachini è perfetto per insediarsi al posto di Montella e quelle per le quali non è pronto per sedersi sulla panchina della Fiorentina.

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IACHINI, PERCHÉ SÌ. È la conoscenza il maggiore sponsor di Iachini alla Fiorentina. L'ex tecnico dell'Empoli è abituato a entrare in corsa per aiutare squadre che devono salvarsi: se l'anno scorso non è andata benissimo a Empoli, ha fatto decisamente meglio nell'esperienza a Sassuolo.

Non solo conoscenza della difficile condizione di classifica della squadra, ma anche dell'ambiente. Beppe Iachini a Firenze è sempre stato apprezzato e applaudito per il suo passato da lottatore in viola, perciò almeno all'inizio verrà accolto con benevolenza dal pubblico fiorentino, anche da chi si aspettava un tecnico con maggiori esperienze su panchine di squadre al vertice.

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Le cinque stagioni sulle rive dell'Arno da calciatore (dal 1989 al 1994) sono un ottimo background di esperienza con l'ambiente fiorentino, assai complicato nei momenti di crisi. Infine, Iachini ha allenato alcuni giocatori attualmente alla Fiorentina e diversi obiettivi del mercato di gennaio dei viola (LEGGI QUI PER APPROFONDIRE).

Il gioco che propone Iachini non è certo spumeggiante, ma è pratico, pieno di muscoli e corsa. Senza dover rinunciare all'estro, come dimostrato negli ottimi anni a Palermo. Al tecnico si chiede di motivare il gruppo, la grinta che trasmette alle sue squadre è il miglior biglietto da visita per i fiorentini.

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Anche con il sistema di gioco non sembrano esserci grossi problemi: in carriera ha già utilizzato sia il 4-3-3 che il 3-5-2, i due moduli con cui è stata schierata la Fiorentina di Montella. IACHINI, PERCHÉ NO. Il primo grande dubbio sorge guardando le squadre che fin qui ha allenato il tecnico ascolano.

Nessuna big, nessuna squadra del calibro della Fiorentina. Vero che Iachini conosce l'ambiente fiorentino, ma non ha mai toccato con mano quanto possa essere stressante Firenze per un allenatore (chiedere a Montella per informazioni).

Il rischio è che Iachini possa venire schiacciato dalle pressioni di una piazza molto esigente e impaurita dalla difficile situazione di classifica. Non solo una questione di ambiente, ma anche di giocatori. Iachini non è abituato a doversi confrontare con calciatori di grandepersonalità come Ribery e Boateng, per citare i più carismatici.

Sarà in grado di tenere il pallino dello spogliatoio? Infine, il gioco, che può essere visto come un punto di forza o il punto debole del tecnico. Corsa e grinta fanno bene, ma le sue squadre di solito sono abbastanza bruttine da veder giocare.

Se non dovessero arrivare subito risultati, il calcio proposto dal tecnico diventerebbe un'aggravante sulla sua gestione e rischierebbe di tramutarsi in un pericoloso boomerang.

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