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Primo atto della semifinale. Firenze unita verso la conquista di un trofeo. La spinta del Franchi per condurre Chiesa e compagni verso la vittoria

Sta per iniziare il primo tempo della partita più importante per Fiorentina e Atalanta. Difficile capire chi ci arrivi meglio, l'effetto Franchi può fare la differenza

Si alza il sipario. Primo atto di quella che ad oggi è la partita più importante della stagione. Stasera, ore 21.00, si disputerà la semifinale di andata di Coppa Italia, che vedrà fronteggiarsi Fiorentina e Atalanta. Sfida carica di importanza e piena di temi interessanti da analizzare.

CHI ARRIVA MEGLIO ALLA PARTITA? Difficile dirlo. In termini di risultati, senza dubbio i viola possono sorridere alla vista delle ultime due sconfitte consecutive della Dea. Due sconfitte che hanno minato le certezze della squadra di Gasperini, che nelle precedenti settimane sembrava una corazzata inarrestabile, capace addirittura di eliminare la Juventus con un inappellabile 3-0.

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Le cadute con Milan e Torino hanno ridimensionato morale e ambizioni degli atalantini, che affacciandosi alla zona Champions League giustamente cominciavano ad avere l'acquolina in bocca. AVVERSARIO TEMIBILE. Tuttavia, sarebbe una vera e propria sciocchezza basarsi su due risultati per ritenere la compagine bergamasca in crisi.

Anche guardando le due gare in questione, l'Atalanta nel primo tempo ha messo in grande difficoltà i diretti avversari. Soprattutto nel match coi rossoneri, che sarebbe potuto finire ben diversamente se Piatek non si fosse inventato un gol all'ultimo minuto del primo tempo.

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Col Torino, invece, si è vista un'Atalanta sotto tono, ma lo stesso Gasperini ha ammesso una certa distrazione dei suoi giocatori proprio in vista della sfida di stasera. SITUAZIONE IN CASA VIOLA. Distrazione che non ha colpito la mente dei giocatori della Fiorentina.

Contro l'Inter i viola hanno dato tutto, tirando fuori una prova di grande carattere e ad alta intensità fisica. In altre parole, una sfida molto dispendiosa che, unita all'imbarazzante decisione della Lega di far giocare i nerazzurri 36 ore prima dei viola, potrebbe pesare nell'arco dei 90'.

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Non ci stancheremo mai di ripeterlo: le televisioni sono ormai parte integrante del calcio, ma la priorità dovrebbe sempre andare alle esigenze sportive. Anche a scapito del Dio denaro. È altrettanto chiaro che un discorso del genere nel 2019 suona ahinoi come un'utopia.

POLEMICHE E INACCETTABILE ODIO. Strascichi fisici ma non solo. La partita con l'Inter ha lasciato in eredità una sequela di polemiche e inaccettabili mancanze di rispetto dalle quali è difficile estraniarsi. Dalle contestate decisioni arbitrali è scaturito un odio incomprensibile che si è rivolto verso Federico Chiesa ed è andato a scomodare addirittura Davide Astori.

Inutile commentare nuovamente le gravissime parole contro il Capitano di qualche imbecille, perché si commentano da sole. Fatto sta che la Fiorentina ha vissuto sentimenti contrastanti: morale alto per le ultime prestazioni, ma sotto l'occhio del ciclone mediatico per le ultime decisioni arbitrali.

Ci si augura che Pioli sia stato bravo a tenere il suo gruppo più alla larga possibile dal dibattito pubblico. ANCORA CHIESA. Tra tutto il circo mediatico che è stato allestito intorno alla squadra viola, Chiesa resta uno dei bersagli preferiti, soprattutto nei sobborghi dei social network.

Inoltre, il giovane figlio d'arte si ritrova di fronte chi ha iniziato la campagna denigratoria nei suoi confronti, ovvero proprio Gian Piero Gasperini. Le parole di Pioli sulla questione, però, non lasciano molti dubbi sulle possibili ripercussioni sul ragazzo: "Difficile che Federico possa trovare motivazioni ulteriori a quelle che ha.

Credo che abbia svoltato in maniera definitiva". Aggiungendo, non senza una punta di polemica: "Vi avrei fatto vedere volentieri domenica sera le caviglie di Federico". Eh già. Perché chi si preoccupa di accusare il più limpido talento del calcio italiano si dimentica di quanti falli subisca a partita.

Certo, ogni tanto Chiesa tende ad accentuare qualche contatto, ma allora occorre fare il processo a gran parte dei giocatori che militano in Serie A. LIMITARE GLI AVVERSARI. A Chiesa e al gemello del golMuriel, dunque, il compito di trascinare i compagni verso una vittoria auspicabile ma tutt'altro che scontata.

Occorreranno giocate di qualità per eludere l'asfissiante pressing dei nerazzurri, velocità di pensiero a centrocampo e, soprattutto, sarà importante limitare difensivamente la spinta dell'attacco bergamasco, composto da elementi di grande valore come Gomez e Zapata e guidato dall'ex col dente avvelenato Josip Ilicic.

Lo sloveno ha trovato continuità di rendimento proprio nelle terre lombarde ed è il fulcro del gioco offensivo atalantino. Ancora out capitan Pezzella, tornerà a disposizione Milenkovic. A lui, Ceccherini, Hugo e Biraghi (oltre alla fase difensiva di tutta la squadra) l'arduo compito di riuscire a mantenere la porta inviolata.

Oltre ovviamente a un Lafont che, come carta d'identità suggerisce, vive ancora momenti di alti e bassi. I 12 gol incassati in 8 gare nel 2019 sono un campanello d'allarme, l'attenzione difensiva in una sfida andata/ritorno sarà fondamentale.

EFFETTO FRANCHI. Per fortuna che in questa gara di andata il popolo fiorentino potrà essere al fianco dei propri beniamini. Ieri grande dimostrazione d'affetto, con 3000 tifosi accorsi all'allenamento di vigilia del grande match.

Oggi gli oltre 30000 spettatori sono pronti a rendere una bolgia il Franchi e spingere la Fiorentina verso la conquista di un trofeo che manca da troppo tempo. “Andiamo a scrivere la storia, per Firenze e per Davide”.

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