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Prandelli: "Questa Fiorentina potenzialmente è più forte della mia. Occhio alle sorprese..."

L'ex tecnico viola, ormai adottato da Firenze, parla della sfida contro i nerazzurri e della prospettiva della squadra di Pioli

In vista di Fiorentina-Atalanta, Il Corriere Fiorentino ha intervistato il doppio ex Cesare Prandelli.

Anche alcuni passaggi della lunga intervista: «A Bergamo sono cresciuto come uomo — ci racconta — come calciatore e lì ho potuto iniziare anche la carriera da allenatore. Mia figlia, è nata lì, è normale che sia molto legato a quella città ma...

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».” Ma? «A Firenze ho trovato quello che cercavo. Avevo bisogno di capire se potevo davvero diventare un allenatore importante, ci sono riuscito. La città poi mi ha adottato, mi vuole bene, e il sentimento è totalmente ricambiato» Si sente più fiorentino o più bergamasco?

«Rispondo con una battuta. A Bergamo sono stato 16 anni, a Firenze 15. Me ne manca uno per pareggiare». (...) Domenica Fiorentina e Atalanta si affronteranno e i viola sembrano arrivare meglio all’appuntamento... «La squadra di Pioli ha entusiasmo, qualità, ha di nuovo la forza del pubblico alle spalle mentre i nerazzurri hanno pagato un contraccolpo psicologico per l’eliminazione dall’Europa League».

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Da sempre lei sostiene che la vera forza della Fiorentina sia il saper creare un clima forte, unito. Può essere la chiave per volare? «Assolutamente si. Firenze ora si riconosce nella squadra e quando si crea questa alchimia può nascere un’onda difficile da arginare.

È esattamente quello che sta accadendo». E poi è la squadra più giovane della Serie A... «Sono felice per il progetto nuovo voluto dalla società. Firenze aveva bisogno di una scossa e la dirigenza lo ha capito scegliendo una strada che può regalare grandissime soddisfazioni».

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Più di quanto seppe fare la sua Fiorentina? «Potenzialmente si. Ha qualità e prospettive anche superiori alla mia Fiorentina. Di sicuro l’entusiasmo di oggi è simile». Torniamo ai giovani. Tutti parlano di Chiesa... «È forse l’unico in Italia che strada facendo non ha perso la voglia di divertirsi giocando, di saltare l’uomo, di rischiare.

È quello che ripeto da anni. Non bisogna imprigionare i nostri giovani martellandoli solo con tattica, contrapposizioni e cose così. Va coltivato il talento e per questo mi sento di fare grandi complimenti a chi lavora nel settore giovanile della Fiorentina perché oltre a Federico ha cresciuto anche Bernardeschi».

(...) Ha detto che questa Fiorentina ha potenzialità superiori alla sua che, però, arrivò in Champions. Questa dove può arrivare? «Non bisogna porle limiti perché a mio avviso c’è spazio per arrivare a fine campionato e ritrovarsi con qualche bella sorpresa.

Tante squadre che parlavano di obiettivo Champions mi sembrano in difficoltà e chissà che a fine stagione, invece, tra quelle quattro non ci sia proprio la Fiorentina. A San Siro, con l’Inter, si è avuta la conferma definitiva che i viola saranno protagonisti».

(...)

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