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Prandelli promette una Fiorentina diversa. Ora parola al campo, stasera c'è il Sassuolo

Viola in campo questa sera contro il Sassuolo nell'ennesimo esame da non sbagliare. Il tecnico ha parlato chiaramente

Il più realista è lui, Cesare Prandelli. Probabilmente, quando ha detto di sì a questa nuova avventura sulla panchina del cuore, non si sarebbe mai aspettato di ritrovarsi a gestire una situazione del genere. La Fiorentina a un passo dalla zona retrocessione, in crisi di risultati e di gol.

Soprattutto di prestazione, senza carattere e con quella reazione che cerchi in qualsiasi modo ma che proprio non arriva. Tutto piatto, o quasi. Lo scrive la Repubblica. Nel quasi c’è appunto Prandelli, che poco dopo il suo ritorno, ha compreso la situazione.

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Un gruppo che gruppo non è, una squadra che ragiona affidandosi ai singoli e alle individualità, un gioco che tale non può essere per le premesse appena descritte. Il resto è stata la conseguenza più ovvia. Prandelli, che non ha la bacchetta magica ma che conosce benissimo l’ambiente e quali siano le aspettative dei tifosi, ha capito che molto passerà da un concetto che ribadisce in modo chiaro.

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Prendere coscienza di questo momento, mettersi l’abito giusto per lottare per non retrocedere, fare i conti con la realtà: «Dobbiamo cancellare tutto e dirci: le aspettative non ci sono più. Se ci caliamo velocemente in questa realtà, diventeremo velocemente squadra».

Come se il gruppo, da lunedì in ritiro a Bagno a Ripoli, dovesse accettare soprattutto questa situazione. Stare insieme, tecnico e calciatori, può essere utile per affrontare i problemi in maniera unitaria senza gruppetti o individualità che pensano di poter trovare una svolta con una singola giocata.

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Non è il momento e la gara di stasera contro il Sassuolo (ore 20,45 al Franchi) dovrà dare sul campo quelle risposte che mancano ormai da troppo tempo. Il ritiro come momento per chiarirsi, discutere apertamente e schiettamente di questa situazione.

Ma soprattutto prendere coscienza. Prandelli insiste su questo punto, per il tecnico determinante per affrontare la realtà e lottare contro qualsiasi avversario senza pensare troppo al calendario.

«In questi giorni i giocatori si sono esposti e hanno stimolato il gruppo. Le risposte da uomini ci sono state. E adesso voglio vedere una squadra con questi attributi»

Pensa a una squadra compatta, che interpreti la stessa idea di gioco, che si muova in sincronia. E non puntando sulle giocate dei singoli. Conterà l’atteggiamento, la reazione che non dovrà essere di pancia, isterica (parole dell’allenatore).

Conterà rispondere in maniera concreta, con dignità. Per sé stessi, per il tecnico, per la società e per i tifosi.

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