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Prandelli: caccia ai primi tre (vitali) punti della sua gestione. Con l’Hellas non basta il pari

Caccia alla prima vittoria in campionato dal suo ritorno alla Fiorentina per il tecnico viola Prandelli. Stavolta, col Verona, non può bastare il pareggio

Dopo il pareggio col Sassuolo arriva il Verona per la Fiorentina. Cesare Prandelli va a caccia del primo successo in stagione in Serie A. Dal suo ritorno, infatti, sono arrivati solo due pareggi, in casa, e uno in Coppa Italia a Udine con successo nei tempi supplementari.

COSTANTI PASSI IN AVANTI. Prandellistesso si aspettava di poter dare una scossa più forte, e soprattutto più rapida, a gioco e risultati di questa Fiorentina. Ma le risposte attese non ci sono state, e i limiti evidenziati da questa rosa lo hanno indotto (quasi obbligato) a cambiare rotta.

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Sia tattica che mentale. Il paricol Sassuolo ha riportato un pizzico di fiducia in più. Perché la squadra non si è sciolta dinanzi alla prima difficoltà ma con grinta e tenacia ha provato prima a pareggiare, poi a vincere una gara contro una formazione più organizzata e più avanti della Fiorentina.

I legni non hanno dato una mano, ma intanto la squadra viola pare essere tornata in grado di potersela giocare. Sia a livello fisico, che tecnico e soprattutto mentale. Piccoli ma costanti passi in avanti, che devono, per forza di cose, tramutarsi in vittoria contro il Verona.

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HELLAS. Un altro pareggio, come quello col Sassuolo, non basterebbe stavolta. Anche il Verona, come la squadra di De Zerbi, è più avanti della Fiorentina a livello di organizzazione e consapevolezze, per quanto arrivi dal ko con la Sampdoria.

Quest’anno ha pareggiato con Juve, Milan, Roma (sul campo), battuto Lazio e Atalanta. E quasi tutte fuori casa. Tuttavia, alla gara del Franchi, Juric ci arriva con una valanga di assenze. Stavolta, ‘l’handicap’ per gli avversari va sfruttato.

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A tutti i costi. Perché la Fiorentina non vince da fine ottobre, è sempre ad un passo dalla zona B, ed ha bisogno di punti anche per aumentare consapevolezza e umore. OCCASIONE. Dinanzi c’è una squadra che corre, gioca in contropiede e concede pochissimo.

Tanto da essere la seconda miglior difesa del campionato e la migliore in trasferta, nonostante il calendario che ha dovuto affrontare in avvio di stagione la squadra di Juric. Ma le assenze nei gialloblu potrebbero dare una mano ai viola.

Come teoricamente poteva accadere col Milan quando ai rossoneri mancavano Ibra ed altri calciatori chiave per Pioli, o come con l’Atalanta, quando ai nerazzurri mancavano Ilicic, Gomez ed altri calciatori, reduci oltretutto dalla gara decisiva in Champions poche ore prima della gara di Bergamo.

Occasioni, però, non sfruttate dalla Fiorentina, che adesso deve riscoprirsi cinica, cattiva e in grado di poter tornare a vincere una partita.  PUNTI VITALI. Risposte, dicevamo, mentali, fisiche e collettive. Il modo in cui adesso Ribery sta in campo e guida i compagni ne è l’esempio lampante.

Così come i dati che vedono adesso la Fiorentina essere decisamente più competitiva a livello atletico. Il gioco…quello è ancora latitante. Ma a quanto pare non per colpa di Prandelli, o Iachini, bensì più per limiti strutturali di una rosa troppo sopravvalutata.

Intanto, qualche miglioramento lo si è visto. E ora si attendono conferme. Prandelli prosegue la caccia alla prima vittoria della sua gestione, punti che contro il Verona sono pressoché vitali per la classifica della Fiorentina.

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