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Pradè, obbligo o verità? Messaggio di mercato, attenzione al finale

Il ds della Fiorentina rallenta sugli obiettivi di mercato, ma nelle ultime ore si capirà se sarà stato un bluff o la verità.

Se sia solo strategia o pura e semplice verità sarà soltanto il tempo a dimostrarlo. Di sicuro ieri, Pradè ha spedito un messaggio chiaro: «Nonostante i rapporti con l’Udinese siano ottimi De Paul non arriverà a Firenze, quanto agli altri posso dire che Pedro ci piace ma l’affare è complicato mentre sia Politano che Raphinha non sono destinati a lasciare i loro club».
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Così scrive il Corriere Fiorentino. ATTACCO. Partito Simeone, anche in attacco Pradè esclude colpi al fotofinish: «Abbiamo seguito Llorente ma avrebbe tolto spazio a Vlahovic anche per questo se non ci fosse la possibilità di comprare un attaccante siamo convinti che il reparto sia al completo con Boateng e con l’eventuale impiego da punta di Chiesa.

Con Montella ne abbiamo già parlato e poi nelle prime due gare stagionali abbiamo comunque segnato sei reti». MESSAGGIO. Una doccia fredda per i tifosi e al tempo stesso un chiaro avvertimento a tutti gli interlocutori di mercato.

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Soprattutto quelli già allertati in precedenza come procuratori e direttori sportivi. Perché tra le pieghe delle parole di Pradè risuona sempre l’eco di un’inevitabile pretattica, conseguenza di un gioco a scacchi destinato a farsi frenetico nella giornata di lunedì, quando la seconda giornata di campionato sarà in archivio.

PRECEDENTI. Solo in quell’ultimo giorno, il 2 di settembre, sarà possibile capire se stavolta il diesse ha detto il vero o il falso. Anche per Mario Gomez o come avvenuto in tempi più recenti per gli acquisti di Lirola e Ribery, fu proprio il dirigente romano a raffreddare qualsiasi entusiasmo a ridosso delle fumate bianche.

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