Pradè e Barone già al lavoro per cambiare volto alla Fiorentina: le linee guida, con il dubbio Chiesa e l'incognita Iachini
Ripartenza faticosa dal punto di vista del campo, dietro la scrivania Pradè e Barone sono già al lavoro da settimane. La prossima stagione dovrà essere della svolta
Daniele Pradè ha trascorso la quarantena a Roma. Joe Barone a Firenze. I due uomini mercato viola si sono ritrovati da qualche giorno. Fino alla scorsa settimana, telefonate continue fra i due, con il classico aggiornamento giornaliero a Commisso per opera di Barone.
I due si sono scambiati idee, pareri, informazioni e video, perché il mercato della Fiorentina (come quello delle altre squadre) non può senz’altro partire alla fine di questo campionato (se mai si concluderà, pare di si).
I dirigenti viola hanno visionato decine di filmati passati dagli scout, Valentino Angeloni si è concentrato invece sul settore giovanile, ed anche lui ha visto filmati di tanti prospetti giovani interessanti.
Normale routine, ma l’attività si è intensificata complice chiaramente l’isolamento obbligatorio per tutti fino allo scorso 4 maggio.
A Pradè è suonato il telefono in continuazione, perché sono tanti gli agenti che cominciano a cercarlo in questo periodo.
Tanti giocatori proposti (molti dei quali escono sui giornali), segno che adesso la Fiorentina sta tornando appetibile anche per i protagonisti della domenica. Al netto di una stagione balbettante, la prima dell’era Commisso, è forte negli addetti ai lavori la sensazione che la squadra viola possa essere la mina vagante dei piani alti della classifica nel prossimo campionato.
Prima ancora, la Fiorentina è vista come una delle potenziali regine del mercato. Un mercato che sarà diverso, per tanti più povero, probabilmente fatto di molti scambi e prestiti. Ma Pradè e Barone avranno anche la libertà di investire.
Garantisce Rocco, che aspetta anche il via libera della Uefa (si parla di una sospensione del Financial Fair Play per la prossima stagione) per avere le mani ancor meno legate.
Ecco quindi che la Fiorentina aspetterà serenamente l’evolversi della vicenda Chiesa.
Disposta a trattarne la cessione, al giusto prezzo però. Ed il giusto prezzo per Commisso non è lontano da quei famosi 60 milioni di euro. Quante e quali squadre saranno in grado di formulare un’offerta simile in questo periodo di difficoltà economica nel quale è piombato anche il calcio?
Poche, pochissime. Vedremo se saranno quelle interessate a Chiesa.
Detto questo, la Fiorentina è pronta a fare due tipi di mercato. Il primo, più ricco, prevede la partenza di Chiesa. Con il doppio tesoretto Pradè e Barone potrebbero davvero cambiare faccia alla squadra.
Non tanto a livello di quantità, quanto sul piano della qualità. Arriverebbero giocatori dal valore assoluto, almeno uno per reparto, più una serie di alternative in alcune zone del campo, dove quest’anno la Fiorentina è stata carente.
Viene in mente il ruolo del terzino sinistro, che porta con sé anche l’incognita Dalbert (la Fiorentina proverà a rinnovare il prestito del brasiliano, per rimandare di un anno un investimento vero in quella zona di campo).
Il secondo mercato prevede la permanenza di Chiesa ed il ‘solo’ sforzo di Commisso per andare a prendere nuovi giocatori.
L’impressione è che qualcosa di interessante arriverà comunque in difesa (contestualmente da capire le posizioni di Milenkovic e Pezzella, Caceres deve solo firmare il rinnovo), mentre a centrocampo si dovrebbe andare a puntare su un giocatore di esperienza che completi il reparto (già ben assortito con Castrovilli, Amrabat, Duncan, Pulgar, Benassi ed il giovane Agudelo): un profilo alla Nainggolan, per intendersi.
Resterebbe il dubbio in attacco: Chiesa, Cutrone, Vlahovic, Ribery e Kouame (con il prestito di Sottil) garantirebbero qualità e quantità, ma forse non quel bottino di gol necessario per puntare dritti all’Europa. Servirebbe la contemporanea esplosione di Vlahovic, il recupero totale ed almeno una decina di gol da Kouame, i soliti 7-8 gol di Chiesa, la continuità di Ribery e qualche gol da Cutrone, che nelle gerarchie attuali viene dopo il giovane serbo.
Tutto possibile, ma non certo, come ha confermato la stagione attuale. Ecco perché la Fiorentina ha un pensiero fisso in testa: un bomber vero, un usato sicuro. Non è casuale il nome di Belotti, uno che potrebbe anche giocare insieme a Vlahovic.
Servirebbe senz’altro la partenza di Chiesa ed in questo modo la Fiorentina cambierebbe proprio volto anche a livello tattico. Perché Ribery, nell’idea di Pradè e Barone, non dovrebbe più essere considerato un’esterno, ma un trequartista vero e proprio.
Le linee guida sembrano proprio queste, in attesa di capire come e quando terminerà questa stagione.
Pradè e Barone si sono ritrovati, i loro uffici al centro sportivo sono una delle poche cose aperte. Il futuro è partito, anche perché l’input di Commisso ai suoi uomini è stato chiaro: dal prossimo campionato si aspetta di andare in Europa.
Con Iachini alla guida della squadra? Forse. Ma questa è un’altra storia. Se il campionato ripartirà (come sembra) il tecnico avrà dodici esami veri da superare. In ballo non c’è solo la salvezza, ma anche un gran pezzo di futuro.



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