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Possesso e velocità: il nuovo corso di Montella. Ma i giocatori sono tutti diversi

Concetti chiari per l'Aeroplanino, tecnica e rapidità nelle giocate, senza un modulo fisso. Ma i giocatori in 4 anni sono cambiati...

Montella ripartirà da quel Fiorentina-Chievo 3-0 del 31 maggio 2015, ultima sulla panchina viola. Non c'è più neanche un giocatore di quella Fiorentina, ma i concetti non sono cambiati nella testa dell’ex “Aeroplanino”. Li ha aggiornati, li ha adattati, li ha rinfrescati, però possesso e circolazione del pallone, presenza attiva sul campo, fraseggi tecnici, comando del gioco e verticalizzazioni sono stati il marchio della Fiorentina montelliana.
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E quel marchio sì che il vecchio-nuovo allenatore proverà subito a stamparlo addosso a questa Fiorentina. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio. CAMALEONTISMO.  La storia precedente racconta che Montella non ha avuto alcun problema a passare dalla difesa a quattro alla difesa a tre, a schierare il rombo come a ricorrere a tre mediani e due esterni offensivi per supportare la coppia d’attacco, oppure ancora a presentare una squadra col tridente davanti e tanta qualità a centrocampo.

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Di sicuro si può immaginare una Fiorentina con i centrali che sappiano far partire l’azione e un regista che dia tempi e idee all’azione stessa, con gli interni chiamati ad un doppio lavoro per garantire interdizione e inserimenti, con gli attaccanti che alternino gli scambi stretti alle giocate in profondità.

ACCELERAZIONE.  Altrettanto di sicuro Montella non metterà in atto stravolgimenti strutturali perché i giorni all’Atalanta sono pochi, ma chiederà alcune, semplici cose del calcio che vuole per accelerare al massimo il passaggio di consegne e dare un’identità immediata alla sua Fiorentina-bis.

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Quindi, l’approccio può essere dal 4-3-3 per capire se è lo strumento giusto per ottenere tutto ciò: Badelj tra Mati Fernandez e Borja Valero, mentre davanti Ilicic e Salah assistono Gilardino. E’ l’ultima Fiorentina di Montella sopra ricordata che in quell’occasione, tra gli altri, aveva in panchina gente del calibro di Gomez, Bernardeschi, Pizarro, Diamanti, Aquilani, Pasqual.

Bene: chiudendo gli occhi e immaginando che Edimilson sia Badelj, Veretout e Benassi (o Gerson) vestano i panni rispettivamente di Mati e Borja, e che Simeone faccia il Gilardino contando ai lati su Chiesa (Salah) e Muriel (Ilicic), e il gioco è fatto.

O quasi.

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