Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Chi più spende vs chi meglio spende. Col settimo monte ingaggi è utopia poter pensare all’Europa? Molto passerà dalla crescita delle punte e del tecnico

La Fiorentina sale di un altro posto nella classifica dei monte ingaggi della Serie A. Dall’ottavo posto al settimo. E' utopia pensare all'Europa? Da Iachini e dalle punte ci si attende un salto di qualità

La Fiorentina sale di un altro posto nella classifica dei monte ingaggi della Serie A. Dall’ottavo posto dello scorso anno, i viola salgono al settimo, con gli ingaggi dei parametri zero che fanno lievitare ulteriormente i costi di gestione e che pongono il club di Commisso in zona Europa.

CHI PIU’ SPENDE, CHI MEGLIO SPENDE. L’equazione, tuttavia, non è automatica. Per fortuna è ancora il campo a dire la propria. Ma costi di gestione del genere, soprattutto nel caso della Fiorentina, impongono delle riflessioni.

sponsored

C’è chi più spende, infatti, e chi meglio spende. L’Atalanta è ormai maestra nell’ottenere dei risultati decisamente superiori rispetto ai costi di gestione che ha, così come il Sassuolo, da anni a ridosso della zona Europa con costi da medio bassa classifica.

Due realtà che si sono consolidate nel tempo anche attraverso due tecnici che stanno facendo la differenza, con Gasperini e De Zerbi in grado di trasformare in oro tutto ciò che toccano. Tempo e manico, le parole chiave. Sulla prima la Fiorentina e Rocco Commisso sono tornati a chiedere pazienza per la crescita, iniziata solo un anno fa, da zero, e partita da molto indietro.

sponsored

Sull’allenatore, invece, il “glielo dico sempre a Iachini, ora tocca a te” di Pradè non ha bisogno di ulteriori chiarimenti. SALTO DI QUALITA’. Se è vero che l’obiettivo della Fiorentina, ad oggi, ufficialmente resta sempre la parte sinistra della classifica e il miglioramento dello scorso anno, è altrettanto vero che con costi così alti non può essere utopia il traguardo dell’Europa.

sponsored

Senza l’assillo di doverci entrare per forza, sia chiaro. Ma neanche stando a distanze abissali da realtà che sulla carta hanno molta meno qualità. Affinché ciò avvenga serviranno una serie di passi in avanti da diversi elementi chiave, uno su tutti l’allenatore.

IACHINI. Da Iachini ci si attende un notevole passo in avanti. E non tanto sul gioco, ma quantomeno nella trasposizione sul campo dei valori che questa rosa ha sulla carta. Che a livello di costi sono, come detto, da Europa, e che nelle idee di chi ha allestito questo gruppo sono importanti.

Avere la meglio di chi è (sempre sulla carta) inferiore attraverso le idee e la valorizzazione delle caratteristiche degli elementi a disposizione, e non dovendo giocare solo sul contropiede come accaduto l’anno scorso, è la missione di Iachini.

Oltre alla valorizzazione di alcuni giovani che nelle corde sembrano avere di più rispetto a quanto non si veda sul campo. PUNTE. Con gli innesti di Callejon e Bonaventura, con i cross di Biraghi e le invenzioni di Ribery, non dovrebbero mancare i palloni da buttar dentro agli attaccanti.

Giovani, sì, ma neanche alle primissime armi. E se per lunghi tratti della passata stagione il gol su azione è stato un aspetto assai carente per la Fiorentina, quest’anno ci si attende un’inversione di tendenza nella costruzione della manovra offensiva.

E per poter anche solo insidiare la zona Europa servirà, dunque, che il trittico Kouame-Cutrone-Vlahovic  faccia uno scatto notevole in avanti alla voce occasioni/gol. BASI. L’obiettivo, insomma, è chiaro: arrivare al termine di questo campionato con una serie di solide realtà sulle quali mettere pochissimo, ma bene, le mani.

I verdetti li darà il campo, e non la carta.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento