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Pioli, il filo diretto con Diego e il rapporto con Andrea: l'allenatore ideale, si pensa al prolungamento

Rapporto speciale tra il tecnico e i Della Valle: secondo La Repubblica, si pensa ad un accordo fino al 2021 con ritocco dell'ingaggio.

Diego il numero uno stravede per lui. Lo chiama per discutere di calcio, dei problemi del gruppo, delle qualità dei giocatori e delle prospettive della Fiorentina. Anche Andrea lo stima parecchio. E ogni weekend si siede accanto a lui alla mensa del centro sportivo.

Parole, risate, commenti, domande e risposte. Così scrive La Repubblica su Stefano Pioli. Poi c’è il rapporto con Antognoni, che già lo conosceva bene: il club manager è stato il primo ad accoglierlo quando lui è tornato a Firenze, la città che aveva vissuto da difensore e poi ha ritrovato in età più matura sedendosi in panchina per ricominciare un ciclo, quello partito con qualche errore di mercato e proseguito in crescita, anche grazie al suo intervento.

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E alla sua capacità di creare armonia all’interno dello spogliatoio, ma anche dentro le stanze della società, dove gli scontri di ego creavano frizioni. CAMBIAMENTO. Stefano Pioli ha riunito tutti intorno a sé, usando l’arma del rispetto, della gratidutine e della pacatezza.

Ora che la Fiorentina vive un momento intrigante sia in classifica sia immaginandola in prospettiva, ora che l’allenatore ha dimostrato coi fatti che era possibile riportare la gente al Franchi e sistemare tutti sotto la stessa bandiera, è arrivato il momento di discutere un nuovo contratto.

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È vero che quello attuale scadrà a giugno e che la Fiorentina ha un’opzione per il prolugamento fino al 2020. PROLUNGAMENTO. Ieri il suo procuratore Bruno Satin è passato da Firenze per incontrare il suo assistito e tutto lo staff tecnico.

L’agente ha anche fatto due chiacchiere con i dirigenti, l’idea è quella di preparare un incontro che preluda a un nuovo accordo con scadenza 2021 e ritocco dello stipendio (il tecnico guadagna 1,1 milioni all’anno, la metà di Mazzarri al Torino).

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Il diretto interessato per la verità non ha mai forzato nemmeno un po’ la situazione, semmai è la proprietà a voler riconoscere al proprio allenatore tutta la stima possibile e la fiducia nelle sue idee di calcio e, soprattutto, sulla sua capacità di gestire la crescita di una squadra giovane senza perdere mai il controllo, né dei nervi e neanche della situazione.

Pioli sembra l’allenatore ideale per una società moderatamente ambiziosa. Insomma, non è uno che batte i piedi, semmai ama dialogare e affrontare le situazioni.

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