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Pieri: “Va cambiato il protocollo Var. Commisso? Ha ragione, ci vuole il challenge”

L'ex arbitro Pieri sugli episodi di Lazio-Fiorentina: "Il problema è il protocollo Var. Va cambiato. Ha ragione Commisso, serve il challenge"

Parla così al Corriere Dello Sport l’ex arbitro Tiziano Pieri tornando su quanto accaduto sabato sera all’Olimpico tra Lazio e Fiorentina: PROTOCOLLO. “Di errori ce ne sono stati tanti. Penso a Genova, a Brescia, a Lazio-Fiorentina, certo, e Bologna-Juve.

Alcuni potevano essere evitati dal VAR, altri no con questo protocollo. Il protocollo è l’alibi dietro il quale molti arbitri si nascondono, è successo anche di recente. Lazio-Fiorentina è un caso limite. Servono VAR di personalità e nel gruppo di lavoro degli arbitri della CAN devono esserci allenatori, calciatori.

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Gli arbitri sono al servizio del calcio”. CHALLENGE CHIESTO DA ROCCO. E’ l’unica soluzione per slegare le mani al VAR, chi dice che il protocollo si può bypassare viola le regole. E gli arbitri non possono violarle. E’ l’unica soluzione nel breve, una chiamata per tempo, più che sufficiente, evita le chiamate pretestuose.

Se la chiedi e hai ragione, te ne resta sempre una, altrimenti l’hai bruciata. La Fiorentina avrebbe potuto chiedere il challenge, mandando Fabbri a rivedere l’azione. E secondo me il rigore lo avrebbe tolto.”. TROPPE INTERRUZIONI.

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Ma in caso contrario ci sarebbero troppi errori. Rizzoli s’era già fatto portavoce insieme alla Federcalcio di poter sperimentare questa soluzione. Se non c’è, non è certo colpa degli arbitri italiani. Bisogna trovare il modo di evitare che si assegnino calci di rigori come quello di Caicedo.

Ci vuole il challenge”.

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