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Pieno (con la pressione) o vuoto (adesso) e con un altro tecnico. Ma in casa la Fiorentina non sa (mai) vincere

Il Franchi e le gare interne per la Fiorentina sono sempre più un tabù. Che ci sia o meno il pubblico, la pressione, o un tecnico piuttosto che un altro

Dall’ultimo Pioli, passando per Montella bis della scorsa stagione e quello dell’inizio di questa, fino ad arrivare a Iachini. Da uno stadio semivuoto e in subbuglio per la contestazione alla famiglia Della Valle, ad uno stracolmo e carico di entusiasmo, fino alle porte chiuse post lockdown. Il risultato non cambia: la Fiorentina, in casa, non sa più vincere.

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In origine era la situazione ambientale ad incidere sui risultati, con Montella che non riuscì a vincere neanche una partita e Pioli che prima di lui non era riuscito a far meglio. Poi, con la nuova stagione, poteva essere l’onda psicologica negativa del passato finale di campionato a condizionare la mancanza di risultati, almeno così sosteneva l’aeroplanino.

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Poi, col cambio di allenatore, è entrato in gioco il discorso pressione. Più volte lo stesso Iachini, ad inizio 2020, aveva tirato in ballo la paura della classifica per giustificare alcune prestazioni interne oscene dinanzi ad un pubblico desideroso di voler vedere qualcosa di meglio.

Con le porte chiuse, tuttavia, non è cambiato niente. Con Montella in panchina è passato al Franchi il Lecce, così come con Pioli passò a Firenze il Frosinone. E con Iachini è passato, sempre in quello che una volta era il fortino viola, il Sassuolo.

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Ma soprattutto hanno portato via punti Brescia, Genoa (che meritava anche la vittoria), e per poco anche la Spal. Quello contro i ferraresi è stato l’unico successo interno della gestione Iachini, unito a quello in Coppa Italia contro l’Atalanta.

In campionato, nelle ultime 10 gare interne, sono arrivati 1 vittoria, 5 pareggi e 4 ko. E non può essere il tipo di avversario ad essere un eventuale alibi. Perché dal Franchi hanno portato via punti pesanti squadre piccole e che si chiudono, come il Brescia, ma anche squadre aperte e che concedono reti a iosa come Lecce e Sassuolo.

Il fattore campo, insomma, non sembra più esistere da queste parti. E se con Pioli spesso la Fiorentina pareggiava (troppo), adesso non riesce più a fare neanche quello. Capire perché questo avvenga con costanza da mesi spetterà sia in chi era ed è chiamato ad allestire una squadra in grado di poter mettere sotto avversari modesti, sia a chi in settimana è chiamato a preparare al meglio le partite e la domenica a doverle leggere a gara in corso.

Da Firenze, da qui a fine stagione, passeranno ancora Cagliari, Verona, Torino e Bologna. In trasferta, invece, la Fiorentina affronterà Parma, Lecce, Inter, Roma e Spal. E la classifica non sorride. Il trend è da invertire. Da subito.

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