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Pazienza a VI.IT: "Iachini ha portato punti, solidità e compattezza. A Udine vedrei meglio Pulgar"

Intervista al doppio ex centrocampista in vista della partita di domani pomeriggio

Domani pomeriggio alle 18 la Fiorentina tornerà in campo contro l'Udinese alla dacia Arena. Dopo due settimane di stop la squadra di Iachini è attesa da una trasferta insidiosa in Friuli, nel primo ciclo di partite che si giocherà a porte chiuse.

Una situazione insolita a cui i viola si dovranno presto abituare. Chi conosce bene i due club è Michele Pazienza, ex centrocampista che con la maglia dell'Udinese ha esordito in Serie A nel 2003 per poi tornare nel 2011 ottenendo una qualificazione in Champions League. LaViola.it lo ha contattato in esclusiva alla vigilia del match con la formazione allenata da Gotti: Le è mai capitato di giocare senza pubblico e come commenta questa decisione?

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"Penso di non aver mai giocato a porte chiuse. È una situazione anomala. La decisione presa era doverosa e bisogna adeguarsi a quelle che sono le direttive. A livello personale il calore e l'affetto del pubblico mi davano una carica in più, anche perché ho giocato in piazze calde come Firenze.

Per me era uno stimolo in più, ma non è detto che valga tutti: c'è chi magari soffre la presenza del pubblico e quindi potrebbe trarne dei vantaggi". Quali sono i suoi ricordi con la maglia dell'Udinese? "La prima è stata quella più emozionante.

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La città mi ha accolto e mi ha dato la possibilità di giocare la Serie A per la prima volta. Ci sono rimasto per due anni e sicuramente è stata quella più importante. La seconda è stata un ritorno voluto soprattutto da me, perché era un posto dove mi ero trovato bene e comunque l'Udinese in quel periodo lottava per arrivare in Champions.

Alla fine della stagione siamo arrivati quarti e abbiamo centrato l'obiettivo". Che impressione le ha fatto l'Udinese in questa stagione e cosa pensa di Gotti? "L'Udinese ha avuto diverse difficoltà e non riusciva a trovare i meccanismi giusti.

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La situazione dell'allenatore è molto strana, perché è difficile trovare un allenatore a cui si dà la possibilità di allenare in Serie A e che tenda quasi a rifiutare la proposta. Io non so cosa sia cambiato nella sua testa e nelle sue idee, però adesso lui riesce a dare quel qualcosa che prima non arrivava con Tudor.

Gotti ha tutte le carte in regola per salvare l'Udinese". Come vede la Fiorentina con Iachini? "Iachini ha portato punti, che alla Fiorentina servivano come il pane. Non è una squadra che esprime un grande calcio ma con il cambio di allenatore ha ricevuto solidità e concretezza.

Può raggiungere i suoi obiettivi se continuerà a lavorare in un certo modo: con l'intensità e con i ritmi che detta l'allenatore. Ha idee e una metodologia diversa rispetto a Montella, ma credo che sia la stata scelta giusta".

Il centrocampo per affrontare l'Udinese e come ha visto Duncan? "Per quelle che sono state le ultime prestazioni e per quella che è la partita, penso che opterà per Pulgar. In campo insieme con Iachini credo che non li vedremo mai.

Quando un allenatore si ritrova a fare una scelta comunque è sempre un buon segno. Il mercato ha aiutato da questo punto di vista, perché Montella nella prima parte di stagione aveva meno alternative. Duncan è un centrocampista di sicura affidabilità, che conosce la Serie A e che aveva già lavorato con Iachini.

Un giocatore che ha già una buona esperienza pur essendo giovane". Nell'Udinese invece ci sarà De Paul che in questa stagione ha arretrato il suo raggio d'azione... "De Paul è un giocatore che ha passo e tecnica per fare la mezzala offensiva.

Credo che presto lo vedremo in un club importante e non penso che solo la Fiorentina lo abbia cercato. La sua mancata partenza credo sia dovuta anche alla mentalità del club di non cedere i propri giocatori fino a quando non vedono terminato il loro percorso insieme.

Il rinnovo del contratto negli scorsi mesi è stato un atto dovuto".

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