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PAGELLE VI.IT: Vlahovic, che errore. Caceres rimedia a Ceccherini

La Fiorentina esce sconfitta da San Siro e dice addio alla Coppa Italia: pesanti le assenze di Pezzella e Castrovilli. Dusan spreca la palla giusta.

Nella 'tana' della seconda forza del campionato, la Fiorentina resta in partita fino alla fine ma esce sconfitta per 2-1 da San Siro, dicendo addio alla Coppa Italia. Pesanti le assenze di Pezzella ma soprattutto di Castrovilli, con il centrocampo che ha saputo proporre poco in fase offensiva.

La partita è poi girata intorno al 20' della ripresa: sull'1-1, Vlahovic ha fallito a tu per tu con Handanovic, dall'altra parte Barella ha poi segnato il gol vittoria. Terracciano: 6. Qualche parata centrale, sicuro nelle uscite ma non perfetto in occasione del gol di Candreva.

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Bravo sul colpo di testa di Vecino nella ripresa. Milenkovic: 5,5. Duella con Lautaro e compagni, ci mette il fisico ma non sempre basta. Prova che sarebbe sufficiente, ma sul gol partita di Barella è lui che respinge di testa centralmente: poteva fare forse meglio.

Ceccherini: 5. Fa un buon primo tempo contro i forti attaccanti dell'Inter, ma macchia la sua prestazione con lo scivolone che porta al gol di Candreva a fine primo tempo. Si esibisce poi anche in qualche chiusura preziosa. Nella ripresa meno preciso.

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Caceres: 6,5. Solido nelle chiusure su Lukaku e Lautaro, segue i diretti avversari anche a distanza. E il suo bel colpo di testa rimette provvisoriamente in partita la Fiorentina. Lirola: 6. Duella in velocità con Young, si presenta subito con un diagonale che esce di pochissimo.

Propositivo ad inizio ripresa, ci prova anche con un tiro mancino deviato in corner. Alla distanza pensa più a difendere che ad attaccare. (dall'84' Ghezzal: sv). Pulgar: 6. Parte come mezz'ala sinistra, con Badelj regista. Prova qualche inserimento, ma non ha tempi e piedi eccelsi per il ruolo.

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Meglio in fase di contenimento, dove è prezioso a chiudere qualche occasione delicata. Così come quando torna nel suo ruolo preferito, davanti alla difesa, anche se nel frattempo l'Inter è cresciuta in mezzo al campo. Suo il pallone da corner che Caceres trasforma in gol.

Badelj: 5,5. Torna in campo dopo oltre un mese, con la fascia di capitano per l'assenza di Pezzella. Iachini gli chiede di giocare in regia con più ritmo rispetto ai suoi standard, si mette in evidenza più per qualche chiusura in interdizione che per le giocate a creare gioco.

Poi cala alla distanza. (dal 55' Cutrone: 5. Entra per dare più peso offensivo, ma non si vede quasi mai. Iachini chiede anche sacrificio ai suoi attaccanti (e a lui che è più fresco) visto il modulo a tre punte, ma arriva in ritardo sul tiro di Barella che regala la semifinale all'Inter.

Benassi: 5,5. Varia diverse posizioni a centrocampo, inizia a sinistra (e non come al suo solito a destra) e finisce centrale a due con Pulgar. Ma si vede poco, e non riesce ad inserirsi quasi mai in avanti. Dalbert: 6. Gara di sacrificio, tanta corsa e diversi recuperi sulla sua fascia.

Sfida Candreva a più riprese, l'esterno italiano gli crea qualche problema nel primo tempo ma alla lunga regge abbastanza bene dalla sua parte. E compie qualche intervento provvidenziale in chiusura. Chiesa: 5,5. Parte in maniera molto vivace, ma non riesce ad essere concreto negli ultimi metri.

La cosa migliore della sua partita, dopo aver fatto arrabbiare Cutrone per non averlo servito in area, arriva al 64', con una gran palla che mette Vlahovic davanti ad Handanovic. Con Dusan che però non finalizza il possibile 2-1 viola.

(dal 79' Sottil: sv. Un tiro centrale dalla distanza, poco altro). Vlahovic: 5,5. Lotta dall'inizio alla fine con i difensori nerazzurri, reggendo spesso l'urto e dandosi da fare su tutto il fronte. Prende tanti falli, ma la sua partita (e quella della Fiorentina) ha un momento decisivo al minuto 64: Chiesa lo mette davanti ad Handanovic, Dusan attende e tenta lo 'scavetto', ma viene respinto dal portiere.

Un episodio che pesa tantissimo, perché due minuti più tardi l'Inter segna poi il 2-1. All. Iachini: 6. Restare in partita fino alla fine: era questa alla fine la vera missione di una Fiorentina che si presentava a San Siro con assenze pesanti.

Badelj a centrocampo con Pulgar mezz'ala all'inizio, una Viola poi cambiata in corsa con tre punte. Partenza buona, poi organizzazione e attenzione nel pressing nerazzurro, fino al gol di Candreva che ha scompaginato tutto. Pesante l'assenza di Castrovilli, uno che dà qualità a tutta la squadra con le sue giocate.

Con il risultato che le punte dovevano inventarsi in maniera estemporanea occasioni da gol, che alla fine sono latitate. La partita è poi girata sull'episodio di Vlahovic, e sul gol di Barella in cui i reparti erano distanti.

Ma la Fiorentina esce comunque da San Siro a testa alta.

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