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Ora tocca a Chiesa: più vicino alla porta per ritrovare il gol. Vlahovic, altra chance

Federico non segna da 77 giorni, da quel gol contro la Lazio. Poi è crollato il mondo viola. Dusan si gioca l'opportunità in attesa di Cutrone.

In attesa di Cutrone, scalpita Vlahovic, che poi è il capocannoniere tra i giocatori offensivi della sua squadra, con 3 gol all’attivo in campionato. E’ l’ultimo attaccante ad aver segnato un gol, contro l’Inter, quando ancora in panchina c’era Montella (15 dicembre), ed ora punta ad essere il primo ad andare a rete tra le mura amiche (dove il successo manca dal 6 ottobre) in questo nuovo anno, per di più sotto gli occhi del patron Commisso che ancora attende di festeggiare al Franchi di persona (l’unico successo a cui ha assistito è stato a Reggio Emilia, contro il Sassuolo il 30 ottobre scorso).

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Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio. TOCCA A CHIESA. Chi si troverà ad agire più vicino alla porta è Chiesa, l’altro figlio del vivaio. Sta recuperando la condizione dopo l’infortunio (ultimo quello alla caviglia, senza dimenticare il fastidio muscolare precedente) e Iachini intende aiutarlo in questo modo.

Toccherà a lui affinare la mira, anche perché sogna un 2020 all’insegna dei gol, cancellando quel record al contrario che lo vede fermo a sole due reti realizzate - le stesse di Calhanoglu - tra i giocatori che nei cinque maggiori campionati europei attualmente in corso hanno tentato almeno 50 conclusioni (solo Filip Kostelic dell’Eintracht, con una rete, ha fatto peggio).

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DALLA LAZIO. Il suo ultimo centro è vecchio di 77 giorni: era il 27 ottobre e Franck Ribery si inventò il passaggio perfetto per il suo sinistro, capace di cancellare il momentaneo vantaggio della Lazio firmato Correa. Poi è franato tutto.

Dal gol di Immobile dopo il fallo (non ravvisato dal direttore di gara) di Lukaku su Sottil, al rosso di FR7 con le tre giornate di squalifica, fino alla lunga serie di ko (2 pareggi e 5 sconfitte) culminate con l’avvicendamento tecnico in panchina.

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MOSCHETTIERI DEL GOL.  Ora tocca agli attaccanti tornare a fare la differenza, a dispetto dell'età. Freme il millennial, Vlahovic. Non aspetta altro Chiesa, ma soprattutto non sta nella pelle Cutrone, di nuovo in Italia, finalmente a casa.

Tutti insieme, pronti a farsi i moschettieri del gol.

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