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Nuovo record, le maglie pagano sempre meglio: Fiorentina al secondo posto

Interessante analisi di Tuttosport che si concentra sui ricavi degli sponsor di maglia delle squadre di Serie A. Fiorentina al secondo posto

Gli sponsor continuano ad investire convintamente sul prodotto calcio. Nell’anno più difficile e tormentato per lo sport italiano, colpito duramente dagli effetti dell’emergenza sanitaria (con il nuovo DPCM emanato dal premier Giuseppe Conte si torna a giocare a porte chiuse), non solo le aziende partner non si sono ritirate dal settore, come molti addetti ai lavori erroneamente prevedevano, ma hanno deciso di aumentare i loro investimenti, soprattutto nel segmento delle sponsorizzazioni di maglia, scrive stamani Tuttosport.

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Le prime 5 squadre della classifica dedicata alle “jersey-sponsorship” sviluppano affari per complessivi 120,3 milioni di euro.

La Juventus, campione d’Italia da 9 stagioni consecutive, incassa da Jeep e Cygames (back sponsor) circa 48,5 milioni di euro.

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Al secondo posto, a sorpresa, troviamo l’ACF Fiorentina dell’imprenditore americano Rocco Commisso, che vale, a livello di sponsor di maglia, circa 26,1 milioni di euro. Il main è Mediacom, azienda di telecomunicazioni di proprietà del patron statunitense, mentre Estra e Prima.it (assicurazioni), co-partner di maglia, si posizionano rispettivamente come sleeve e back.

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Più pulita la divisa di gara dell’U.S. Sassuolo, da sempre legato allo sponsor-proprietario Mapei, che, anche in questa nuova stagione, investirà sul club neroverde circa 18 milioni di euro, posizionandosi sull’ultimo gradino di questo podio ideale.

Completano la parte alta della classifica l’A.S.

Roma, al 4° posto, con 16,7 milioni (Qatar airways, in scadenza, è il main sponsor, affiancato dallo sleeve Iqoniq e da Hyundai, nel ruolo di back) e l’Inter di Suning, in coabitazione al 5°, con il Napoli di Aurelio De Laurentiis.

Entrambi i brand calcistici hanno raccolto 11 milioni di euro.

I nerazzurri si affidano al binomio Pirelli-Driver (main e back); gli azzurri a Lete (sponsor principale), MSC Crociere (second) e Kimbò caffè (back).

La particolarità è che nessuna di queste realtà scende in campo sfruttando al massimo le 4 posizioni commerciali previste.

L’Inter, ad esempio, questa estate, aveva annunciato un nuovo partner: “IC Markets”, piattaforma di trading on-line australiana, nel ruolo di sleeve sponsor. Dopo aver firmato il contratto, lo stesso è diventato oggetto di un spinosa questione legale he resta ancora tutta da risolvere.

Rispetto a soli cinque anni fa anche i top club stanno iniziando ad “aprirsi” a nuovi partenariati commerciali, perché c’è la necessità di intercettare (sul mercato) opportunità economiche funzionali al progetto sportivo e questa tendenza, anche nelle prossime stagioni, è destinata a confermarsi.

Più in generale, in Serie A, nella stagione 2020/2021, il numero di marchi presenti sulle maglie ha raggiunto quota “2,95”, con ben 9 squadre su 20, in grado di sfruttare le 4 posizioni commerciali a disposizione: main, second, sleeve e back sponsor.

A crescere maggiormente, negli ultimi 12 mesi, sono state le sponsorizzazioni di manica (tecnicamente “sleeve sponsor”).

In totale sono 14: solo Inter, Juventus, Milan, Napoli, Sampdoria e Sassuolo non hanno ancora scelto di utilizzare questo specifico format commerciale.

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