Nuova Fiorentina, vecchi problemi. Squadra generosa, che fatica fare gol. Oggi si chiarisce la questione stadio: addio all'ipotesi Mercafir?
Bene l'atteggiamento umile, vista la classifica, male la paura nel finale e le arcinote difficoltà sotto porta. Oggi la conferenza chiarificatrice di Commisso sullo stadio
Generosa e grintosa, ma lontana dall'essere guarita. Questa la fotografia della prima versione della Fiorentina di Iachini, quella che ha ottenuto un punto a Bologna subendo un gol beffa nel finale. La Fiorentina è chiaramente una squadra che ha paura, vista la preoccupante situazione di classifica.
Con un finale più accorto i viola potevano portare a casa tre punti pesantissimi, sebbene il Bologna nel secondo tempo avesse fatto meglio dei gigliati. DOVE MIGLIORARE. Ma la guarigione della Fiorentina passa anche da altri fattori.
Nessuno si aspettava un gioco spumeggiante da Iachini, ma i viola al Dall'Ara hanno mostrato diverse storture viste anche nella versione montelliana. Una su tutte, l'enorme difficoltà a produrre palle gol (e quindi a segnare), se non per singole iniziative (il tiro di Chiesa nel primo tempo e il grandissimo gol di Benassi).
Qualche occasione c'è stata, soprattutto nel secondo tempo quando il Bologna ha dovuto scoprirsi per cercare il pareggio, ma le difficoltà in area di rigore restano palesi. E non c'è allenatore che tenga. Vedremo se il mercato regalerà a Iachini qualche pedina in più per ovviare al problema.
SQUADRA OPERAIA. Di buono c'è l'atteggiamento positivo del gruppo, una squadra operaia apparsa pimpante e intensa durante la partita (escluso il finale). Lo ha sottolineato anche il presidente Commisso, che non ha risparmiato una (poco) velata frecciatina a chi è venuto prima affermando di aver visto una Fiorentina "completamente differente dagli ultimi due mesi".
Forse "completamente differente" è un'esagerazione, ma sicuramente si riparte dall'atteggiamento che la squadra ha messo in campo a Bologna, con l'obiettivo di evitare di farsi paralizzare dalla paura nel finale. VINCERE LA PAURA.
A tal proposito, in molti hanno storto il naso per il cambio finale di Iachini, che al 90' ha sostituito Castrovilli per inserire un altro centrale (Ceccherini). In realtà è una scelta comprensibile, visti i pochi minuti di gioco rimanenti e la situazione di classifica della Fiorentina.
Il problema semmai è come la rosa ha interpretato il finale di gara: i viola erano terrorizzati dal perdere la partita già da prima dell'ultimo cambio di Iachini. Con un po' di fortuna (e senza l'ingenuità di Pezzella) si sarebbe potuta portare a casa lo stesso, ma visto il pareggio in extremis a Bologna ora i viola dovranno imparare a convivere con una sensazione che può paralizzare nei finali in bilico.
IL PROSSIMO IMPEGNO. La testa del gruppo è già alla sfida di domenica con la Spal, primo impegno casalingo del 2020 e dell'era Iachini. Che tornare alla vittoria contro i ferraresi sia fondamentale è lapalissiano, visto che i tre punti in campionato ai viola mancano dal 30 ottobre (dal 6 ottobre in casa).
Il sentimento di urgenza viene accentuato anche dal calendario: con la Spal si chiude il girone di andata, poi per la Fiorentina arriveranno tante partite complicate in serie, come a inizio stagione. MERCAFIR ADDIO? Infine, oggi pomeriggio si terrà la conferenza stampa di Rocco Commisso sulla questione stadio.
Le parole del patron gigliato di ieri ("non so se si farà lo stadio") non sono incoraggianti, ma non arrivano certo come un fulmine a ciel sereno. Prima della fine dell'anno vi avevamo anticipato che la Fiorentina ritiene il prezzo per acquistare i terreni della Mercafir troppo alto, perciò la conferenza di oggi potrebbe anche sancire ufficialmente l'abbandono della pista che porta all'attuale mercato ortofrutticolo per la realizzazione del nuovo stadio.
Se così fosse, non sarebbe da scartare l'ipotesi Campi Bisenzio, anche se la zona porta con sé altre problematiche (dove sono le infrastrutture di trasporto?). Possibile che si torni a un restyling del Franchi? Certo. Ma senza la demolizione delle curve, esclusa dalla Soprintendenza.
Al massimo si può lavorare per una copertura totale dell'impianto. Oggi pomeriggio, comunque, il futuro del nuovo stadio della Fiorentina sarà molto più chiaro. Nel bene o nel male.



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