Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Notte prima dell'esame. Vietato sbagliare, Prandelli chiede una mano ai veterani e prova a ricreare il 'fortino'

Partita da non sbagliare quella di domani sera contro il Genoa. Prandelli lo sa ed ha messo in guardia la squadra. Serve una mano in più dai veterani

Partita della vita no, ma insomma… Cesare Prandelli è stato chiaro nella conferenza stampa di presentazione. Vincere ad ogni costo, con carattere, personalità, lucidità. Tutte qualità che la Fiorentina di questo primo scorcio di stagione ha dimostrato di non avere.

Sarà bastata una settimana di lavoro alla squadra viola per trovare qualcosa in più rispetto a quanto visto fin qui? Difficile dirlo, la speranza è che Ribery e compagni abbiamo la consapevolezza di essere arrivati quasi a toccare il fondo.

sponsored

Lo spartiacque è proprio la partita contro il Genoa.

Perderla vorrebbe dire piombare nel baratro, anche perché all’orizzonte ci sono una serie di partite da far tremare i polsi. Ecco perché la partita contro gli uomini di Maran assume contorni di un vero e proprio esame verità, nonostante il calendario racconti di essere soltanto alla decima giornata di campionato.

sponsored

Tempo per migliorare ce n’è, ma la barra va raddrizzata subito, specialmente contro avversari alla portata e con problemi forse più grandi dei tuoi.

E’ stata una settimana nella quale si è invocato alla compattezza. Prandelli ha bisogno di ricreare il suo celebre ‘fortino’ di più felici stagioni ed è arrivato persino a lanciare un monito particolarmente duro: chi non ha la testa giusta per lottare o non è contento di rimanere può andare via.

sponsored

Parole da leader, o almeno da chi sta provando a diventarlo in poche settimane. Il punto di riferimento non può che essere lui, anche a costo di associare queste parole ad un ragazzo per bene come Cutrone.

Giocatore disponibile, persona serissima, ragazzo a posto sotto ogni punto di vista.

Eppure il ‘caso’ lo ha certificato lo stesso Prandelli. Niente contro il calciatore, mentre probabilmente a tecnico e società non sono piaciute le continue uscite mediatiche del procuratore, che nelle ultime settimane ha voluto togliere le ormai famosissime 26 presenze da titolare per l’obbligo di riscatto.

Questo per togliere ogni pressione dalle spalle dell’allenatore, qualora avesse avuto qualche tipo di input dalla società. La Fiorentina ci tiene a far sapere di non aver mai dato imposizioni a Iachini prima e Prandelli poi, Branchini non ha voluto comunque correre il rischio.

In mezzo ci è finito proprio Cutrone, suo malgrado. Vorrebbe solo giocare con un po’ di continuità in più. Probabilmente da gennaio lo farà con un’altra maglia.

Contro il Genoa partirà ancora dalla panchina. Al centro dell’attacco ci sarà Dusan Vlahovic, alla ricerca del gol scaccia crisi.

Insieme a lui dovrebbero esserci due di quei veterani chiamati in causa da Prandelli. Callejon e Ribery, che insieme a Pezzella e qualche altro compagno più esperto dovranno tirare fuori dai più giovani il meglio che possono dare.

In difesa si va verso la conferma della linea a quattro, con Caceres, Milenkovic, Pezzella e Biraghi. A centrocampo il dubbio è in mezzo, con Pulgar, Duncan e Borja Valero che duellano per una maglia. Le altre due saranno di Amrabat e Castrovilli.

Nota a margine. Tofol Montiel è rimasto ancora fuori dai convocati per scelta tecnica. Prandelli crede nel talento del ragazzo, ma non nella sua fisicità. Scuole di pensiero, modi diversi di vedere il calcio. Senz'altro in questo momento non può essere il calciatore che toglie dai guai la Fiorentina, ma dopo il bel gol di Udine in molti si aspettavano che almeno fra i convocati potesse esserci con continuità.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento