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Non solo soldi e fatturato: Sassuolo e Verona, la forza delle idee per insidiare le prime 7

De Zerbi e Juric, con stili di calcio diversi, sono nelle prime posizioni. La Fiorentina, tra querelle stadio e questione allenatore, rischia di perdere un'altra stagione

Ai nastri di partenza le prime sette squadre dello scorso campionato parevano inattaccabili. In effetti, gli 11 punti che separavano al termine della scorsa stagione la 7° e l'8° in classifica, così come le 16 lunghezze che separavano la 4° e la 7°, sembravano distanze difficilmente colmabili.

Eppure, alla seconda sosta per le Nazionali, ci sono due formazioni che si sono 'intrufolate' nei piani alti. E, badate bene, sono anche due società lontane anni luce dalle spese e dai fatturate delle big. Il Sassuolo ha il 13° monte ingaggi con 35 milioni lordi, il Verona addirittura il terz'ultimo con 24 milioni.

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Eppure, i neroverdi dopo le prime 7 giornate di Serie A si trovano al 2° posto con 15 punti, mentre l'Hellas è 7° al pari dell'Inter con 12 punti. DE ZERBI E JURIC. Ci sono più motivi dietro questo duplice inserimento rispetto ad un ordine che pareva dover restare immutato.

Il primo, e più importante, porta però alla bontà delle idee dei due allenatori. De Zerbi e Juric. Nomi che, non a caso, erano stati accostati con forza alla Fiorentina la scorsa estate. Soprattutto il tecnico del Verona è stato ad un passo dalla Fiorentina, prima che Commisso confermasse in prima persona Iachini premiando e dando fiducia al lavoro concreto fatto da Beppe fino alla salvezza. Due allenatori, De Zerbi e Juric, che quando venivano accostati ai viola facevano un po' storcere il naso, perché in fondo si trattava di profili in crescita sì, ma che ancora avevano allenato solo squadre di media-bassa classifica.

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Eppure, dietro ai risultati, c'era un lavoro che si vedeva che avrebbe dato dei frutti. A COSTI CONTENUTI. Squadre con identità, idee ben precise, gioco piacevole. Con la crescita di tantissimi giocatori. Pur con due interpretazioni diverse del calcio da parte di De Zerbi e Juric.

Il primo ha il miglior attacco, il secondo la miglior difesa del torneo. Nel calcio, insomma, non si arriva in alto solo con spese folli e grandi investimenti. Ma anche con la forza delle idee. La Fiorentina ha il 7° monte ingaggi con 55 milioni lordi ma è una squadra involuta, con mille problematiche e senza identità.

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Oltre che senza gioco. Eppure, anche magari non arrivando a vincere, a Firenze ora la piazza si 'accontenterebbe' di una squadra che potesse tornare a far divertire. Nel Sassuolo il più pagato è Berardi con 1,8 milioni netti, poi da Consigli in giù prendono tutti sotto al milione di euro.

Nel Verona Kalinic guadagna 1,5 milioni, poi sono tutti sotto i 700/800 mila euro. VALORIZZATI. E' vero, il Verona ha 12 punti ma sul campo ne avrebbe fatti 10, ma è altrettanto da considerare che l'Hellas ha già affrontato Roma, Juve e Milan, facendo punti contro tutte e tre le big.

Senza contare che Juric si è visto smantellare la squadra dello scorso anno (Kumbulla, Amrabat, Rrahmani, Pessina, tutti giocatori valorizzati 'dal nulla') per ricostruire tutto in fretta e furia, con calciatori arrivati a fine mercato (e alcuni indisponibili, come Benassi).

Nel Sassuolo De Zerbi ha potuto lavorare con più continuità, ha continuato a credere nel suo calcio anche dopo pesanti 'scoppole' la scorsa stagione, ma da dopo il lockdown è stato tra i migliori del campionato. Certo, con l'Udinese è rimasto con il colpo in canna mancando l'aggancio al primo posto, ma è anche vero che ha ritrovato da pochissimo uno come Boga che lo scorso anno fece la differenza.

Ha valorizzato Caputo, Djuricic, Defrel, ma anche Locatelli e uno come Berardi che pareva non potersi mai completare. In tanti ci vedono 'la nuova Atalanta', e forse è vero. Perché nel frattempo i neroverdi hanno venduto per svariati milioni i vari Sensi, Politano, Demiral, Duncan, Lirola, trattenendo i migliori talenti proprio per provare ad 'aggredire' la zona Europea.

IDEE. Insomma, non è detto che per far partire un ciclo importante, per tornare ai vertici, debba servire 'per forza' un tecnico di prima fascia. Si può crescere insieme, a patto che ci siano le idee giuste. Per restare agli ultimi 20 anni, è successo così con Prandelli (che veniva dal Parma, non considerando la brevissima esperienza alla Roma), con il primo Montella (dal Catania), per certi versi anche con Sousa (che, dopo l'arrivo dal Basilea, portò i viola al 1° posto dopo quasi 20 anni, salvo poi veder crollare tutto il 'castello' per le note divergenze con la società).

Così come non è indispensabile che si debba fare enormi investimenti per inserirsi nelle zone europee. Certo, spendendo è più facile, ma specie in un momento di difficoltà economica generale la conoscenza e le giuste intuizioni calcistiche diventano fondamentali.

In casa Fiorentina ci si è 'arroccati' attorno ad una squadra costruita con delle lacune e soprattutto senza troppe idee tecniche e tattiche quando va in campo. Che non gioca bene e non ottiene risultati. RISCHIO DI PERDERE UN'ALTRA STAGIONE.

In attesa della decisione di Commisso che deve valutare se confermare Iachini oppure affidarsi a Prandelli, che pure dovrebbe entrare in corso d'opera in una situazione tutt'altro che facile e con un pregresso di negatività fatto di corse salvezza e bassa classifica.

Con un contratto, magari, fino a giugno prossimo, quando poi l'idea sarebbe di arrivare ad un 'nome importante', come Sarri o Spalletti. Il rischio, però, è che si stia buttando via un'altra stagione. In un senso o nell'altro.

Iachini o Prandelli. Senza programmazione, senza capire se questi giocatori sono o non sono da una Fiorentina che, nelle idee societarie, vorrebbe costruire qualcosa di importante. Ha ragione Commisso quando chiede tempo per arrivare ad alti livelli, non è facile colmare subito il gap con le grandi dopo anni di difficoltà.

Ma per avviare un percorso positivo servono le idee e le scelte giuste, non solo gli investimenti. Altrimenti si passa da un'annata 'di transizione' all'altra. Ora, senz'altro ci vuole una scossa, al di là di chi sarà il tecnico a guidare l'allenamento di domani.

Ma l'impressione è che servirà un miracolo per iniziare adesso un percorso in stile Sassuolo o Verona. In una stagione in cui, almeno in questo avvio, tante grandi stanno avendo problemi e faticando. Forse si poteva approfittarne.

Invece, dopo 8 punti in 7 partite, la Fiorentina – appaiata allo Spezia – deve guardare con più concretezza al prossimo scontro con il Benevento che diventerà parecchio caldo.

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