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Da “se non conoscete Maxi Olivera è un problema vostro” alle parole di un finalista di Champions. Anche se T. Silva non dovesse arrivare è comunque già una svolta averci provato

Da “se non conoscete Olivera è un problema vostro” alle parole di un finalista di Champions sulla trattativa con la Fiorentina. Anche se T. Silva non dovesse arrivare è comunque già una svolta averci provato

Pochi giorni fa l’anniversario dell’arrivo a Firenze di Franck Ribery, ieri le parole di un finalista di Champions League che commenta l’interesse della Fiorentina e non smentisce la trattativa. Anche se Thiago Silva sembra sempre più diretto verso la Premier League, al Chelsea, non ad un Crystal Palace qualunque, già averci provato è sinonimo di un cambio di appeal internazionale clamoroso per la Fiorentina.

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DALLA MANCIATA DI CARNEADI AD UN FINALISTA DI CHL. Lontani i tempi del “se non conoscete Maxi Olivera è un problema vosto”, o degli arrivi dei vari Norgaard, Eysseric ed altri carneadi passati (o ancora a libro paga viola) dalla Fiorentina.

La voglia di mettere in organico calciatori di primissimo livello c’è. Ed è grande. I risultati non sono stati eccellenti, ma può capitare quando sei costretto a dover fare una rivoluzione completa. Per scalare le gerarchie del calcio serve tempo.

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Lo stesso Psg, per arrivare a giocare una finale di Champions, ha investito miliardi di euro, come il City. E passare da lottare per la B a provare ad entrare in Europa è un percorso fatto di tappe e scalini. Non si può pretendere che ciò avvenga in un anno.

DISCUTIAMO THIAGO SILVA? . Come detto, è estremamente difficile che alla fine l’ex Milan e Psg scelga Firenze. Perché in ballo c’è la possibilità di giocare in uno dei club più importanti d’Europa, e ancora in Champions League.

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Ma la proposta della Fiorentina è stata concreta, è concreta, e non è stata seguita da una pernacchia come risposta. Certo Thiago Silva ha 35 anni, a breve ne farà 36, ma discutere la forza di un calciatore di questo tipo è quasi follia.

E chi ha visto le fasi finali della competizione più importante d’Europa se ne sarà accorto. Chi dice, poi, che Ribery è venuto a Firenze a prendersi la pensione è altrettanto folle, visto che è stato costretto a saltare metà stagione solo per un’entrata da macellaio di Tachtsidis, che avrebbe azzoppato chiunque altro di qualsiasi età.

E quando Ribery ha giocato ha fatto sempre la differenza. E Thiago Silva potrebbe, o avrebbe potuto, far fare la differenza ad una Fiorentina che l’anno prossimo vuole lottare per le zone alte della classifica. GIA’ AVERCI PROVATO.

Comunque vada, già aver provato a prendere un finalista di Champions League non è cosa da poco. E non può non essere visto come un segnale. Già contendere un calciatore al Chelsea, o trattare calciatori dell’Arsenal, piuttosto che del Penarol o del Brondby non è cosa da poco.

Aver preso Amrabat, conteso da tutte le big della Serie A, un altro. Averci provato a ripetizione per Tonali e De Paul altri. Gli acquisti, poi, si possono azzeccare o sbagliare. Ma provare a fare ragionamenti di calcio piuttosto che essere legati sempre e solo a dinamiche di plusvalenze e in nome del bilancio (a cui era legata la gestione precedente), non è (altrettanto) poco.

BANCO DI PROVA. Adesso parlerà il mercato. Anche per Daniele Pradè. Quest’estate non dovrà sbagliare praticamente niente. Ciò che serve è ben chiaro, e noto: una punta da doppia cifra, un centrocampista forte, e un esterno. Forse anche un difensore se Milenkovic dovesse rompere (ipotesi più remota di qualche settimana fa).

E già essere su calciatori di Arsenal, Psg (titolari e non riserve della riserva), è un segnale da tenere di conto. Tra tentare e riuscirci ci passano in mezzo mille variabili. Ma già provarci è un cambiamento di rotta rispetto al recente passato.

Le buone intenzioni ci sono tutte.

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