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Nazione - Buio Conference, altra sconfitta. Ora anche l'Europa si complica

Greci cinici, Fiorentina lenta e fragile. Fischi del pubblico a fine gara

Nel manuale di come complicarsi la vita, scrive La Nazione, la Fiorentina va a inserirci di forza la notte di Conference contro l’Aek Atene, ovvero la partita che riporta esattamente in parità lo score delle prime quattro sfide del gironcino continentale (due vittorie e due sconfitte) e riposiziona i viola davanti allo spauracchio di doversi giocare il playoff di febbraio per vedere gli ottavi. 

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Dove i viola si sono complicati la vita? Primo: l’aver concesso tutto (metri, campo, corsie laterali) a un avversario che una volta prese le misure ha iniziato a gestire la partita. Secondo: aver mostrato una staticità offensiva che episodi di fuorigioco a parte, non è mai stata pungente. La Fiorentina sembrerebbe presente sul piano dell’intensità di gioco e caratteriale. Ma è questa è una mezza verità. 

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Siamo poco dopo il quarto d’ora quando la Fiorentina cerca di accendersi e cerca il vantaggio. Prima ci prova Dzeko di testa (lancio di Parisi) e poi Gud la mette dentro (su rimpallo di Ndour), ma il Var evidenzia una posizione di fuorigioco. Partita statica con l’Aek che inizia a farsi pericoloso nelle ripartenze, sfruttando il campo (sinceramente troppo) che la Fiorentina lascia libero. Vanoli tiene la squadra (troppo) alta e al 35’ Pineda mette al centro in contropiede, spizzata di testa di Pilios e gol di Gacinovic. Un minuto e Jovic fallisce in scivolata il raddoppio e con questa azione di fa va in archivio il primo tempo. 

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Viola leggermente più pungenti all’inizio della ripresa ed è ancora il Var a toglierle il gol. Lunga la consultazione al rallenty, ma quando Ranieri mette la palla in rete c’è fuorigioco. L’Aek riprende a guidare e la Fiorentina deve ringraziare il palo colpito da Zini con una zampata rasoterra di potenza pura. A seguire arrivano la traversa di Dzeko e un pallonetto di Jovic su cui vola De Gea. Restano un paio di contropiede per parte e poi il fischio finale. Sì, il Franchi non è più un fortino. E Firenze fischia ancora


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