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Nasce dagli USA una nuova petizione pro Franchi: "Siamo preoccupati, va conservato"

Il tema dello stadio è uscito d'attualità, ma un gruppo di ingegneri e architetti ha avviato una raccolta firme da consegnare a Nardella

Sarà la paura del virus o i risultati balbettanti della Fiorentina sul campo, fatto sta che del nuovo stadio della Fiorentina da qualche settimana non si parla più. E anche questa è una notizia. Commisso resta concentrato sul Viola Park che nascerà a Bagno a Ripoli, per il quale a fine anno inizieranno i lavori.

Sul fronte Franchi però, da giorni, non sembra muoversi una foglia, scrive La Nazione. Ieri a spezzare il silenzio sull’argomento ci ha pensato chi ha iniziato a far circolare sulle chat un link con la scritta: «Salviamo lo stadio Artemio Franchi di Firenze».

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Sul sito campeggia la foto in bianco e nero dello stadio con le famose scale elicoidali a fare da sfondo. All’interno del portale viene ripercorsa la storia dell’impianto in vari capitoletti dove si ricorda «quando e come è nato lo stadio, chi era Pier Luigi Nervi, perché lo stadio oggi sia in pericolo e perché debba essere salvato».

Ma soprattutto il sito promuove un link che rimanda a una petizione. Lanciata niente meno che dall’America. Paladino dell’opera di Nervi e promotore della raccolta firme infatti è tal Thomas Leslie, architetto, storico e professore all’Università dell’Iowa.

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A stamani in più di 1100 persone hanno firmato. L’obiettivo che si pongono i promotori? Portare le firme al sindaco Dario Nardella. «In qualità di architetti, storici, ingegneri e conservazionisti internazionali, siamo preoccupati per i progetti della squadra di calcio Fiorentina che minacciano lo status storico di questo monumento dell’ingegneria – si legge come motivazione della raccolta firme –. Il lavoro di Nervi è noto in tutto il mondo per la sua integrazione tra arte e scienza.

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Lo Stadio di Firenze è stata l’opera fondamentale da cui è cresciuta la sua carriera e la sua conservazione è fondamentale per salvare la storia del più grande ingegnere italiano». Quanto basta per spezzare il silenzio e riaccendere il tormentone.

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