Mutu: "Un giorno vorrei allenare la Fiorentina. Rimpianti? La semifinale contro i Rangers"
C'è di Firenze e Fiorentina nella chiacchierata che Adrian Mutu, oggi tecnico dell'Under 21 rumena, ha fatto con SkySport 24
“Sono in isolamento, come dovrebbero stare tutti. Mi trovo a Bucarest con la mia famiglia”. Parla così il ‘Fenomeno’ Adrian Mutu, intervenuto a SkySport 24 nel corso della trasmissione ‘CasaSkySport’.
PAZZINI. Il primo videomessaggio per l’ex attaccante viola è quello di un ex compagno ai tempi della Fiorentina, Giampaolo Pazzini. “C’era una concorrenza tra lui e Bobo Vieri.
E lui scherzando mi diceva sempre ‘Ma a me non fai mai assist (ride, ndr)’".
PRANDELLI E LE PUNIZIONI. "I consigli di Prandelli sulle punizioni? Mi facevano impazzire, perché io avevo un altro modo di calciare. Era sempre un dibattito e i miei compagni si divertivano perché finivamo sempre per discutere.
Ma mi è servito perché ho fatto diversi gol su punizione poi”.
ALLENATORE PIÙ IMPORTANTE. “Ho avuto tanti allenatori importanti: Capello, Lippi, Malesani… Però quello che mi ha ispirato di più e con il quale tuttora ho un rapporto bellissimo è Prandelli.
E ora che faccio l’allenatore capisco e gli dò ragione su tante cose che mi diceva da giocatore. Lui mi ha insegnato veramente tanto. Ci sono allenatori per le grandi squadre come Lippi e Capello. Poi ci sono allenatori che possono anche allenare le grandi squadre, ma che fanno della loro forza quella di insegnare tanto ai giocatori e ai giovani.
E Prandelli è uno di questi”.
RIGIOCARE UNA PARTITA? “Se potessi rigiocare una partita con la Fiorentina? Rigiocherei andata e ritorno della semifinale di Coppa UEFA contro i Rangers. Mi ricordo che negli ultimi minuti sbagliai un colpo di testa da due metri, e da quella partita mi è rimasto veramente l’amaro in bocca perché sento che avremmo potuto vincere la coppa”.
ALLENARE LA FIORENTINA. “Allenare la Fiorentina è sicuramente un sogno nel cassetto. Ma ora sto ancora imparando e sto studiando. Vorrei allenarla quando sarò al 100% della mia crescita come allenatore”.
STILE IN PANCHINA. “La prima cosa che faccio sempre è guardare la difesa, perché senza un equilibrio difensivo buono non riesci a gestire il pressing e la fase offensiva.
So quanto sia importante pur essendo stato un attaccante nella mia carriera da giocatore. Ti devi anche adattare al posto dove alleni: non puoi pensare di andare in una squadra che cerca di salvarsi e pretendere di giocare come il Barcellona.
Lo possono fare allenatori come Conte, Klopp o Mourinho, che hanno la possibilità di spendere 130 mln sul mercato. Altrimenti devi adattarti alla realtà nella quale ti trovi”.
FREY. Un altro degli ex compagni che hanno mandato un video a Mutu è Sebastien Frey.
“Siamo grandissimi amici. Ci siamo conosciuti sul campo a Firenze e siamo rimasti come fratelli. Ci sentiamo quasi tutti giorni. Il cucchiaio contro di lui quando giocavo a Cesena e lui al Genoa? Ci guardavamo e so che lui pensava ‘Non mi farà il cucchiaio perché mi conosce’.
Però giocavamo a calcio e anche per farci due risate un domani l’ho fatto comunque”.
CLUB PIÙ AMATO? “Ovviamente la Fiorentina per tutto quello che ho vissuto lì, per come mi hanno trattato e continuano a trattarmi i tifosi e per il legame che ho stabilito con la città”.
GOL PIÙ BELLO. “Non lo so, perché ne ce ne sono tanti belli. Però forse il secondo gol all’incrocio che feci proprio con la maglia del Cesena contro Frey”.
SENTIRSI LEADER. “Non ci ho mai pensato a queste cose. Però la mia cultura calcistica ci sta che abbia influenzato le mie prestazioni quando avevo una concorrenza spietata nel mio ruolo in grandi club.
Sicuramente ho dato il meglio quando mi sono sentito leader”.
RIGORE SBAGLIATO CONTRO L’ITALIA. “Anche se giocavo contro l’Italia volevo fare più gol che potevo. Buffon mi conosceva ed era l’unico contro il quale ho sbagliato due rigori.
Volevo tirare sotto la traversa ma l’ho calciata troppo bene ed è finita centrale. Lui poi ha fatto un grande intervento e l’ha parato. È stato un momentaccio per me perché tanta gente ha pensato che lo avessi fatto apposta. Ma non è così, anche volevo dimostrare un’altra volta il mio valore”.
DAINELLI. Il terzo videomessaggio per Mutu è di Dario Dainelli. “Il capitano è un grande. Ci siamo sentiti l’altro giorno. È sempre stato un leader silenzioso e non vedo l’ora un giorno magari di lavorare con lui”.
QUATTRO RICORDI MEMORABILI.
“La partita contro il Genoa, dove da 0-3 siamo andati sul 3-3, la vittoria col Liverpool, la vittoria contro il Bayern, anche se a causa del gol di Robben siamo usciti dalla Champions, e la partita che vorrei rigiocare contro i Rangers.
Lì io ero il quinto rigorista e non ho neanche avuto l’opportunità di tirare dopo gli errori di Liverani e Vieri. Due ricordi belli e due brutti, ma è giusto ricordarli perché c’è spesso molta malinconia nella vita dei calciatori.
Mi piacerebbe vivere dei momenti così anche da allenatore con la Fiorentina”.



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