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Mutu ricorda: "Al top a Firenze, ma purtroppo niente trofei. Credevo nel Pallone d'Oro"

Il Fenomeno compie oggi 40 anni: un'icona in Romania, un grandissimo della storia della Fiorentina. Mutu ricorda anche Prandelli...

Nel giorno del suo 40° compleanno, in Romania si dà ampio spazio ai ricordi di Adrian Mutu. Il Fenomeno parla così a Fanatik:"Non ho mai voluto allontanarmi dal calcio, dopo che ho smesso ho avuto un momento di transizione, in cui avevo bisogno di tempo per decidere cosa volevo fare.

Ho scelto di essere un allenatore. All'Inter fu un'esperienza straordinaria: imparai a battere le punizioni da Baggio, Ronaldo mi dette un sacco di consigli. Era un sogno. Come per un giovane andare al Barcellona tra Messi e Suarez".

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PALLONE D'ORO. "Nel 2004 ero nella Top 10, aspiravo a questo sogno. Credevo in me stesso, pensavo di poter arrivare al Pallone d'Oro. Un grande giocatore di calcio che si rispetti punta a vincere tutto il massimo, e il Pallone d'Oro lo è.

Non so dire quello che sarebbe successo senza quei problemi che ho avuto, difficile da dire". FIORENTINA. "Qui ho fatto le cose migliori. Ho avuto una maturità calcistica importante, ho incontrato persone speciali. Una bellissima atmosfera, tutto il mondo mi considerava un giocatore importante.

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Mi hanno anche premiato come migliore attaccante della storia viola, insieme a Batistuta. Qui avevo tutto". GRANDE AFFETTO. Eri sommerso dai tifosi. "Non ho mai evitato i tifosi in città o nei ristoranti, erano molto caldi e affettuosi, ma avevano rispetto.

Mi è sempre piaciuto da giocatore stare con queste persone, essere circondato da chi ti apprezza". Così invece Mutu parla a Gsp.ro: "I ricordi più belli sono legati alla Nazionale, ai successi con i club nelle coppe europee, i trofei vinti.

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Sono nella mia mente tutte le immagini di una carriera piuttosto spettacolare e ricca. Mi spiace che si ricordino troppo le cose extrasportive. Rammarico? Tirerei diversamente quel rigore contro Buffon, ad Euro 2008. Saremmo andati avanti, stavamo giocando alla grande.

Delusioni? Il titolo ritirato con la Juve (per Calciopoli, ndr), non aver vinto un trofeo con la Fiorentina, o i trasferimenti mancati al Real Madrid o alla Roma". PRANDELLI. "Mi sono sentito al meglio in Nazionale, e nella Fiorentina.

Sono stato bene in tutte le squadre, mi sono sentito apprezzato ovunque. D'altra parte, tutti sanno il rapporto che ho avuto con Cesare Prandelli, che mi ha fatto sfruttare il mio potenziale. Da quando sono allenatore, comprendo meglio il suo stile di lavoro, e mi fa apprezzare ancora di più Prandelli come tecnico".

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