Mutu: "Allenare la Fiorentina è il mio sogno nel cassetto. Quel confronto tra Miha e Vargas..."
Le dichiarazioni dell'attuale commissario tecnico della Romania U21
Adrian Mutu, ex attaccante della Fiorentina, ha parlato in una diretta Instagram con l'ex compagno viola, Sebastien Frey. Queste le sue dichiarazioni tra aneddoti e ricordi: QUARANTENA. "Hanno dato l'ordinanza militare ma siamo obbligati a rimanere in casa a Bucarest.
Adesso sono l'allenatore dell'U21. Fra 4 giorni avrei dovuto giocare contro la Danimarca e oggi saremmo dovuti stare in ritiro. Sono in contatto con i giocatori per monitorarli: fanno tutti in casa quello che gli è stato ordinato dal club".
PARTITA DI ADDIO AL CALCIO. "Se non si farà a giugno, secondo me la sposteranno a settembre o ottobre a Cluj in Romania. Dovrò parlare con tutti i giocatori che avevo invitato per vedere se sono ancora disponibili. Ho voluto farla in Romania perché sono romeno e perché voglio ringraziare i miei fans che mi sono stati vicino.
Avevo pensato di farla anche nel 2022 a Firenze ma in maniera diversa, magari con la nostra generazione". ALLENATORE DELLA FIORENTINA. "Un giorno mi piacerebbe allenarla: è il sogno nel cassetto. Ma per arrivare a quel livello devo fare esperienza per conoscermi meglio come allenatore.
L'allenatore significa allenare i giocatori: ti devi adattare alle qualità calcistiche ma anche alle loro potenzialità". FIORENTINA. "E' cambiato un po' tutto da quando non ci siamo più noi. Rocco l'ho visto carico. Firenze merita una squadra che lotti per stare in alto perché sono stati abituati così, prima con Antognoni e poi con la generazione Rui Costa e Batistuta".
EINDHOVEN. "Quella punizione era a 13 metri dalla metà campo. Dalla panchina mi dicevano 'ma che fai? Tiri?!". PRANDELLI. "Grandissimo rapporto, lo sento quasi tutti i mesi. L’ho sentito dieci giorni fa, gli ho detto di avere cura di sé.
Mi sta dando dei consigli da allenatore, ci siamo visti a Firenze". VERONA. "Ho fatto due anni lì e ho capito il calcio italiano anche se poi siamo retrocessi. Avevamo una squadra con Camoranesi, Oddo, Gilardino e al girone d'andata eravamo sesti, mentre dopo non abbiamo fatto risultati.
In quel periodo ho iniziato ad avere i primi contatti con la Juventus". 3-3 COL GENOA. "Dovevo fare qualcosa dopo le tue grandi parate nel primo tempo". CESENA-GENOA. "Ti chiedo scusa per quel pallonetto. Ti eri buttato in un modo che potevi mangiarlo il palo.
Poi ti ho abbracciato perché vedevo che rosicavi. Comunque credo di aver segnato più di 13 rigori di pallonetto in carriera". ESPERIENZA ALL'INTER. "E' stata la mia prima squadra in Italia a 19 anni. C'erano dei giocatori che ammiravo da Ronaldo, Baggio, Vieri, Zamorano, Seedorf, Peruzzi, Blanc...Durante una delle prime partitelle chiesi a Baggio di battere un rigore al posto suo e feci lo scavino a Peruzzi, ma colpii la traversa.
Quando si è rialzato mi sembrava un orso e sono scappato via. Un altro aneddoto della mia esperienza all'Inter fu quando mi diedero l'Alfa Romeo per andare ad allenarmi: in autostrada vedo arrivare Vieri con la Ferrari che mi guarda e inizia a ridere per poi accelerare.
Dopo un quarto d'ora arrivai alla Pinetina e volevo parcheggiare accanto a lui, ma mi dissero che il mio posto era qualche fila più indietro, lì solo Ferrari e Lamborghini". MONTOLIVO. "Aveva una personalità pazzesca. Era importante".
LUPATELLI. "Un grande, aveva delle battute incredibili". ESULTANZA. "L'inchino mi è venuto spontaneamente per ricordare la curva e i tifosi della Fiorentina per l'affetto che mi davano. Sono tornato tante volte a Firenze, ma non sono mai riuscito a vedere una partita".
DONADEL. "Un giocatore straordinario per quantità e qualità: correva per tutti. In una partita si sentiva Lampard e cercava di servirmi con lanci lunghi. Al ritorno negli spogliatoi Prandelli gli disse 'Marco ci sono tanti giocatori in grado di fare i cambi di gioco di 60 metri, tu non sei uno di questi".
VARGAS. "Migliore amico di Pasqual. All'inizio ebbe dei problemi. Faceva dei cross pazzeschi e faceva tutta la fascia. Metteva dei cross a 250 chilometri all’ora. Contro il Bologna misi la testa e il pallone finì all’incrocio.
Juan mi disse: ‘Bravo, bravo’. E io dissi: ‘Bravo un c…, mi sono fatto male alla testa’. Un giorno negli spogliatoi ci fu un confronto tra lui e Mihajlovic testa a testa, meno male che si sono fermati in tempo, eravamo a un secondo dal disastro.
Sono episodi che succedono nello spogliatoio, era successo anche a me con Pazienza". GOL PIU' BELLO. "In tanti direbbero la punizione col Psv, ma io dico il secondo, a giro con il sinistro: non avevo mai segnato in quel modo".
MUTU-ADRIANO. "La coppia che ha fatto più gol nella storia del Parma: abbiamo superato la coppia Crespo-Asprilia. Adriano in quei tempi aveva una forza incredibile". MIGLIOR PARTNER. "Sono andato bene con Adriano, Toni e Gilardino.
Adriano era l'unico con cui potevo giocare a due punte. Gli altri due avevano dei piedi che lasciamo stare...Però sapevano colpire bene la palla. Due campioni del mondo non per caso". IL CORO PIU' BELLO. "Il fenomeno, la tifoseria lo aveva dedicato prima a Baggio e per me è stato un grande onore".
OSVALDO. "È arrivato giovane a Firenze. Ho visto che è tornato a giocare, meno male. Un giorno dissi a Corvino 'ma state provando vendermi? Hai preso Osvaldo, Jovetic, che fai li tieni due anni in panchina?' Però Corvino era avanti di tre anni, anche se quando parlava serviva il traduttore".
IL COMPAGNO CHE FUMAVA DI PIU'. "A parte me non lo so. C'era Osvaldo ma non fumavamo in gruppo". CENA E MULTA. "Nella settimana prima della vittoria 4-1 contro la Roma, ci fu una cena tra alcuni di noi. Corvino il giorno dopo ci disse che voleva multarci, ma noi lo convincemmo a fare una scommessa: se avessimo vinto contro la Roma non avremmo dovuto pagarla e alla fine non la dovemmo pagare".
PENALIZZAZIONE. "Nessuno ci dava una chance e invece siamo arrivati in Europa. Senza la penalizzazione, saremmo arrivati secondi o giù di lì".



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