Montella verso la riconferma, Pradè vicino. Tanti i paragoni con l'estate 2012, ma con una nuova proprietà alle spalle
Se venissero confermate le indiscrezioni, le circostanze attuali della Fiorentina e gli interpreti risulterebbero molto simili all'estate del 2012
L'entusiasmo è alle stelle a Firenze. Una città che freme in attesa di conoscere quale forma prenderà la Fiorentina di Rocco Commisso. I tifosi però, come ripetuto innumerevoli volte dal magnate statunitense, dovranno avere pazienza.
Per chiudere la trattativa così velocemente non c'è stato il tempo materiale per farsi trovare pronti con uno staff dirigenziale, che ad oggi è ancora tutto da costruire. Finora sono solo indiscrezioni, ma tra nomi scartati e probabili riconferme l'estate 2019 della Fiorentina trova somiglianze con quanto successe nel 2012.
L'allenatore potrebbe essere lo stesso, ovvero Vincenzo Montella, così come il direttore sportivo, visto che il totonomi ad oggi dà Pradè in vantaggio su tutti. Ma è anche la situazione della squadra ad assomigliare a quell'estate.
Un'estate che lo stesso Montella ha voluto ricordare nella sua conferenza stampa di presentazione come molto difficile: "Quando arrivai non c'era un solo giocatore in ritiro. Poi è venuta fuori la squadra che sapete". La squadra che sorprese tutti con un gioco sfavillante.
Una squadra costruita in ritardo rispetto ai tempi del calciomercato, che diede enormi soddisfazioni ai tifosi viola. Fu proprio Daniele Pradè uno dei maggiori artefici di quel piccolo capolavoro, insieme a Eduardo Macia. Pradè arrivò alla Fiorentina dopo l'addio a Corvino e venne ufficializzato il 25 maggio 2012.
Se davvero il dirigente romano tornerà a Firenze, troverà una situazione simile a quella che aveva trovato ad inizio ciclo. Proprio come allora, la Fiorentina è una squadra da rifare, che ha rischiato la retrocessione nella passata stagione e che ha necessita di un corposo restyling.
Magari non rivoluzionando l'intero organico come successe nel 2012, ma comunque intervenendo pesantemente in tutti i reparti. Soprattutto il centrocampo, senza dimenticare l'attacco: se come probabile Montella dovesse venire confermato, come vi abbiamo dichiarato ieri, difficile che intenda puntare nuovamente su Simeone.
L'attaccante argentino ha fallito la stagione della consacrazione e gli ultimi 12 mesi in viola hanno messo molti dubbi sul suo reale valore. Inoltre, la Fiorentina non sembra intenzionata a riscattare alcun prestito. Il che significa che quattro giocatori titolari (o quasi) della passata stagione non partiranno con la squadra alla volta di Moena.
Stiamo parlando di Gerson, Edimilson, Mirallas e anche Muriel (che comunque resta in dubbio). Certo, torneranno in tanti sulle rive dell'Arno. Verrà valutato qualche giovane, ma si potrà ricavare ben poco dai vari Eysseric, Cristoforo, Saponara, Thereau, ecc.
Tante similarità, ma le differenze ci sono eccome. La proprietà è cambiata ed è pronta ad investire per creare una squadra competitiva. A quanto ammonterà questo investimento non possiamo ancora saperlo, né sappiamo se il grosso dell'investimento verrà compiuto in questa sessione di mercato oppure si attenderanno le prossime.
Di certo, Commisso è rimasto piacevolmente colpito dall'accoglienza che Firenze ha saputo offrirgli in questi primi giorni nel capoluogo toscano. Per un uomo passionale come lui, non può che essere una grande spinta emotiva per immergersi con tutte le proprie forze in questa nuova sfida.
L'idea di Commisso è quella di aumentare i ricavi della Fiorentina per non incappare nelle fastidiose e incoerenti sanzioni del Fair Play Finanziario. Per farlo, Rocco intende valorizzare il brand Fiorentina all'estero, a cominciare dagli Stati Uniti.
Mercato che l'italoamericano conosce molto bene e che vuole battere con frequenza, come dimostra quanto ci tenga a sottolineare che la Fiorentina a luglio sarà in America per disputare l'International Champions Cup, competizione alla quale i viola hanno preso parte sono una volta, nel 2015.
La domanda che ci si pone è se davvero riconfermare molti degli interpretidel vecchio ciclo della Fiorentina possa essere la scelta giusta. I ritorni sono sempre affascinanti, ma vanno messi al vaglio della prova dei fatti. Di certo, almeno all'inizio della propria avventura a Firenze, Pradè e Montella avevano mostrato grande intesa.
L'idea di provare a ricreare una Fiorentina tutta qualità come quella dei vari Gonzalo, Borja, Pizarro, Jovetic e Cuadrado stuzzica la fantasia di molti. Tutto da dimostrare se riproporre la coppia Pradè-Montella possa riproporre gli stessi risultati di 7 anni fa.
La filosofia di calcio sarà quel che sarà, la cosa certa è una sola: i tifosi vogliono una Fiorentina vincente. E Rocco Commisso sembra fortemente intenzionato a fare di tutto per accontentarli.



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